Verucchio, la culla dei Malatesta

(Vroč, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Verucchio è situato in una posizione straordinaria, sulle prime alture rocciose ma a brevissima distanza dal mare: da qui è possibile ammirare da una parte il dolce verde della Val Marecchia e dall’altra l’intera costa romagnola con un orizzonte così vicino da scorgere, nelle giornate più nitide, la costa slava. Il nome Verucchio deriva dal latino “verrucula-verruculus” (piccola verruca) proprio per la sua posizione rialzata che permette una vista privilegiata sulla campagna circostante e su Rimini.
    E’ bandiera arancione del Touring Club Italiano.
    Confina con San Marino, con la provincia di Pesaro-Urbino e con i comuni romagnoli di Poggio Torriana, Rimini, San Leo, Santarcangelo di Romagna. Fa parte del territorio comunale anche la frazione di Pieve Corena, distante 12 km da Verucchio e divisa da essa dallo Stato di San Marino.

    – LA STORIA
    Ripetuti scavi archeologici hanno restituito sepolture, ricchi corredi funerari (monili, fibule, vestiario, vasellame, armi) e reperti di rarissima preziosità (oggetti di arredo, gioielli di oro e ambra) che testimoniamo la presenza di una grande civiltà Villanoviana già nell’età del ferro tra il IX e il VI secolo a.C.
    Verucchio rappresentava il punto centrale delle rotte adriatiche che collegavano la Grecia e l’Oriente con l’Europa centrale e settentrionale, in particolare per i traffici commerciali legati all’ambra baltica. Inoltre il letto ampio del Marecchia offriva un attracco sicuro per le navi che risalivano il fiume, tanto che questo tratto venne chiamato “il piccolo mare”. Gli innumerevoli reperti, risalenti a questo periodo, sono ancora oggi conservati all’interno del Museo Civico Archeologico.
    Dopo il tramonto della società Etrusca, Verucchio passò sotto l’influenza romana e godette di un notevole sviluppo, grazie la sua vicinanza con Rimini.
    Con l’avvento della famiglia dei Malatesta nel XII, Verucchio divenne strategicamente interessante potendo da essa dominare l’intera vallata e avvistare gli eserciti nemici. I Malatesta, in lotta con il Ducato di Urbino, ne fortificarono la rocca e trasformarono Verucchio in un baluardo della potente dinastia. Nel 1462, dopo un lungo assedio da parte di Federico da Montefeltro, i Malatesta persero definitivamente la rocca per tradimento. Finito il dominio dei Malatesta, Verucchio passò nelle mani di varie signorie per poi tornare, dopo la metà del ‘500, in possesso della Chiesa.
    Per tutto il XVIII secolo il territorio di Verucchio fu terra di passaggio di eserciti austriaci, spagnoli e napoletani, fino al 1797 quando con l’arrivo in Italia dell’esercito francese, Verucchio subì i rapidi rivolgimenti del periodo napoleonico. Il paese entrò a far parte della Repubblica Cispadana, e dopo il breve periodo di occupazione austriaca e di governo della Cesarea Regia Reggenza (1799 – 1800), Verucchio rientrò stabilmente nella Repubblica Cisalpina, che nel 1802 prese il nome di Repubblica Italiana. Con la caduta di Napoleone, Verucchio venne restituito allo Stato Pontificio fino al marzo 1860 quando venne ufficialmente annesso al Regno di Sardegna, che l’anno seguente, 1861, si trasformò in Regno d’Italia.
    Nella Seconda Guerra Mondiale Verucchio subì il peso dell’occupazione e delle rappresaglie nazi-fasciste. L’episodio più grave fu l’eccidio dei “Nove martiri di Verucchio”: nove cittadini furono fucilati per rappresaglia dai soldati tedeschi in ritirata il 21 settembre 1944. Durante il passaggio della Linea Gotica si assistette ad un durissimo scontro tra le forze Alleate e i Tedeschi in ritirata. Numerosi sfollati riminesi trovarono rifugio in paese e, soprattutto, nella frazione di Villa Verucchio.
    Il paese attualmente è diviso in due parti: il centro storico di antica costituzione e di grande interesse storico culturale e la frazione di Villa Verucchio, che oltre ad ospitare la maggior parte degli abitanti, è centro dell’attività economico-industriale del paese.
    Villa Verucchio si sviluppò nel corso del XIX secolo. Il nucleo storico è costituito da alcune borgate di proporzioni ridotte, in prossimità dell’incrocio fra la Marecchiese e la Via di Mezzo. Poche decine di metri più a valle sorge l’antica stazione ferroviaria, che anche oggi rappresenta il riferimento principale per il trasporto pubblico. Sempre nelle vicinanze dell’abitato antico si trova Casa Zanni, storica locanda che dal 1919 ha fatto di Villa Verucchio una tradizionale tappa di passaggio per commercianti, viaggiatori, escursionisti durante tutto il ‘900.

    – DA VEDERE
    Rocca Malatestiana. E’ un complesso monumentale formato da un insieme di costruzioni edificate in periodi diversi, posizionate sul punto più alto del sasso di Verucchio (per questo è anche soprannominata “Rocca del Sasso”) da dove è possibile ammirare un panorama esclusivo.
    E’ stato possedimento dei Malatesta dal XII; qui nacque Malatesta da Verucchio detto il “Centenario” che Dante cita nell’Inferno della sua Commedia come Mastin Vecchio. E’ interamente visitabile: si possono ammirare le stanze con interessanti allestimenti, la imponente Sala Grande, si può scendere nelle segrete e salire in cima al mastio. Oggi è sede di convegni, spettacoli, eventi culturali ed esposizioni.

    Borgo del Passerello. Può considerarsi la seconda Rocca dei Malatesta sulla quale nel ‘600 è stato costruito il Monastero delle monache di Santa Chiara. Accanto è stata ricostruita l’antica porta d’ingresso con materiali originali, edificata da Sigismondo nel 1449, dalla quale si entra in Verucchio costeggiando le mura dette di San Giorgio.

    Mura del Fossato. Splendide mura di cinta che testimoniano l’imponenza delle strutture difensive di epoca malatestiana. Sono state recentemente restaurate. Da esse si può godere di una vista mozzafiato.

    Museo Civico Archeologico. Ha una forte importanza a livello internazionale sia per la grande qualità estetica sia per la quantità dei reperti conservati; sono tutti i reperti, risalenti all’età del ferro, che sono stati ritrovati a seguito dei numerosi scavi effettuati nelle necropoli locali. Il museo è allestito nel Monastero medioevale dei Padri Agostiniani, situato appena fuori le mura medioevali e risalente al XII Secolo.

    Parco Archeologico Multimediale.
    E’ un progetto, ancora non realizzato, che permetterà di congiungere il Museo alla zona della necropoli e permetterà di ripercorrere il tracciato delle tombe e riscoprirne forma e contenuto, utilizzando le più moderne tecnologie multimediali. Il progetto prevede inoltre la ricostruzione di un villaggio villanoviano, con coltivazione tipica, vigna didattica e allevamento didattico.

    Chiesa Collegiata. Disegnata dall’architetto Antonio Tondini, conserva opere di pregio: Crocifisso ligneo (risalente alla prima metà del XIV Sec.), Crocifisso ligneo su tavola sagomata dipinto da Nicolò di Pietro nel 1404, tela di Francesco Nagli detto il Centino (circa la metà del 1600) raffigurante “San Martino che dona il mantello al povero”.

    Convento Francescano dei Frati Minori. Situato a Villa Verucchio, fu fondato da San Francesco nel 1213 sui resti di un antico dormitorio. Bel presto il dormitorio fu trasformato in convento, affiancato da una chiesa dedicata alla Santa Croce, tuttora esistente. La chiesa ha un bel portale trecentesco. Il vasto interno neoclassico presenta un raffinato coro rinascimentale intarsiato. Sulla parete di sinistra è dipinto un affresco che rappresenta la Crocifissione, un capolavoro appartenente alla “Scuola riminese del Trecento”. All’esterno si può ammirare il più antico cipresso d’Europa, alto circa 23 metri, che la leggenda narra sia stato piantato da San Francesco quando soggiornò in questi luoghi.

    Pieve di San Martino. La Pieve romanica si raggiunge scendendo verso la frazione di Villa Verucchio, in un luogo incantevole tra gli ulivi secolari, ai piedi dello sperone su cui poggia il centro storico.

    – PRODOTTI TIPICI
    Carne di maiale. La carne di maiale, con il suo sapore inconfondibile, è da sempre uno dei piatti presenti nelle tavole romagnole. La mora romagnola è una razza suina autoctona italiana, che ha origine principalmente nelle zone della Romagna. La Mora Romagnola è caratterizzata, oltre ad una folta peluria scura, dalla testa lunga a profilo rettilineo con grugno forte appuntito, occhi a mandorla, orecchie pendenti dirette in avanti che coprono occhi e grugno, tronco lungo e costato depresso. I maschi, sulla linea dorso-lombare, hanno setole più lunghe e folte. La razza è di tipo tardivo, raggiungendo un peso di 180-200 chilogrammi in 2 anni di vita.

    – EVENTI
    Fiera del maiale (gennaio). Un intero week end dedicato alla tradizione e al divertimento con musica e stand gastronomici. In contemporanea ha luogo la smettitura del maiale, secondo la più antica tradizione, preparando salsicce, costine, fegatelli, cotechini, ciccioli, testa e salami. Si potranno gustare poi queste prelibatezze appena preparate, accompagnate con polenta, erbe di campagna, minestra di ceci e minestra di fagioli. E’ possibile inoltre gustare i tradizionali dolci: fiocchetti e cantarelle.

    Feste malatestiane (Agosto).
    La Rocca si anima di melodie e poesia per un viaggio a ritroso nel tempo, con addobbi d’epoca e personaggi in costume: in questa atmosfera si svolgono eventi e cene medioevali con menù a base di antiche ricette tipiche del periodo dei Malatesta.

    Fiera di Santa Croce o “Fira di quatorg” – fiera del quattordici (Settembre).
    Si svolge verso la metà di settembre ed è un’antica fiera di merci e bestiame, oggi arricchita con eventi culturali, gastronomici e ludici, come la corsa delle caratelle romagnole. Durante la fiera è possibile assistere alla mungitura manuale della mucca, preparazione del formaggio, ferratura dei cavalli, smielatura, svinatura e fare i relativi assaggi.

    – COME ARRIVARCI
    Dista circa 30 km da Misano Adriatico, circa quaranta minuti di auto. Verucchio propone ai suoi visitatori un percorso fra storia, tradizione, cultura, arte e gastronomia. Sebbene presenti due realtà distinte, il vecchio paese e la cittadina, il filo che lega questi due aspetti è continuo e saldo: offre la possibilità a chi è interessato di immergersi nel passato di Verucchio, ammirando come il paese ha saputo rinnovarsi e diventare un luogo brulicante di attività eccellenti.

    Un consiglio? Le fiere caratteristiche di Verucchio permettono al visitatore di accostarsi al passato di questo paese: puoi incamminarti fra i sentieri della storia, ammirare la natura circondate, assaporare la tradizionale Mora Romagnola… tutto questo con uno sguardo sempre rivolto al mare.