Teatro Amintore Galli

Il Teatro Amintore Galli ha una lunga e ricca storia alle proprie spalle, fino alla sua meravigliosa rinascita nell’Ottobre 2018.

Nel primi anni Quaranta dell’800, Rimini necessitava della costruzione di un nuovo teatro in quanto i due esistenti non erano più agibili. Si decise che il nuovo teatro sarebbe sorto nell’antico fabbricato dei Forni settecenteschi affacciato sulla piazza della Fontana (attuale piazza Cavour). Nel maggio del 1841 fu incaricato per la realizzazione Luigi Poletti di Modena, architetto legato alla scuola neoclassica purista romana.

L’opera fu realizzata a spese del Comune e di una Società di azionisti composta da aristocratici e borghesi, legati per cultura all’esperienza napoleonica.

Il progetto di Poletti prevedeva la costruzione di un Teatro all’italiana, ma molte furono le varianti volute: la sala della musica aveva quattro ordini e 23 palchi ciascuno, diventando uno dei teatri più grandi d’Italia; il primo ordine di palchi è a doppia altezza e supporta colonne giganti corinzie che sostengono la balaustra del loggione; infine, il Teatro non ha il palco reale. Questa decisione è riconducibile al fatto che l’Italia in quegli anni era sotto lo Stato Pontificio.

In realtà, un’altra novità di questo Teatro era rappresentata dalle ampie scale circolari del Foyer, studiate secondo le esigenze di sicurezza e comodità della società del tempo. Il Teatro nel complesso fu uno degli esempi più significati del superamento del neoclassico della prima metà dell’Ottocento.

Le nuove scale del Teatro, ricostruite secondo il disegno del Poletti

I lavori edili iniziarono nel 1843 e terminarono nel 1857. Nel 1852 le opere murarie furono concluse e collaudate, ma la spesa superava ampiamente le previsioni e il Comune fu costretto a contrarre ingenti debiti e i lavori ripresero solo nella primavera del 1854.

Poletti commissionò al pittore Coghetti il sipario, raffigurante Cesare che attraversa il Rubicone, ed oggi è lo stesso sipario che segna l’inizio dello spettacolo. Il sipario era talmente grande che fu necessario tagliare la frangia finale per il trasporto ed arrivò al teatro a pochi giorni dalla prima. La sera dell’inaugurazione, i Riminesi che assistettero all’Aroldo di Giuseppe Verdi riservarono una standing ovation per il bellissimo sipario fortemente voluto dal Poletti, dimostrando tutto il loro gradimento.

Nel 1859 il Teatro Nuovo fu dedicato a Vittorio Emauele II.

Nel 1859 il Teatro è dedicato a Vittorio Emanuele II, mentre sul finire dell’Ottocento fu realizzato nella sala da ballo al piano superiore il teatro figlio che venne poi demolito. Oggi la sala è visitabile e dietro di essa è stata allestista una sala ristoro.

Con il terremoto del 1916, il Teatro subì ingenti danni: venne chiuso per restauro e furono apportate alcune migliorie, come l’installazione dell’impianto elettrico, la sostituzione del lampadario e la riduzione della lunghezza del palcoscenico ricavando il golfo mistico.

Nel 1923 il Teatro riapre con l’opera Francesca da Rimini di Zandonai. Per la nuova inaugurazione viene commissionato un secondo sipario raffigurante Paolo e Francesca nell’atto di baciarsi.

Fra il 1928 e il 1931, grazie ad un finanziamento, l’architetto Gaspare Rastelli completa l’attuale Sala Ressi e la galleria al piano superiore senza seguire il progetto di Poletti. Fino al 1943, il Teatro visse una fiorente stagione lirica che si concluse nella primavera del 1943 con Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

Il 28 dicembre dello stesso anno il Teatro fu gravemente danneggiato durante un bombardamento Alleato, che causò il crollo del tetto della sala e la distruzione di parte del palcoscenico. Il Teatro, nel dopoguerra, fu prima occupato dai militari poi saccheggiato di arredamenti, mobilio, lampadari dagli stessi riminesi per utilizzare i materiali nella ricostruzione delle proprie abitazioni.

Il Teatro dopo il bombardamento del 1944

Nel 1947 il teatro fu dedicato ad Amintore Galli, musicista, critico musicale e compositore.

Nel 1975 fu realizzato il primo restauro dell’avancorpo del Teatro, dopo quasi venti anni di infruttuosi concorsi, finalmente si riuscì a rinnovare la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, a consolidare con travi in ferro il piano e il soffitto della Sala Ressi, a restaurare le decorazioni e le pitture, a impermeabilizzare l’esterno dell’edificio. Negli anni seguenti il Foyer venne utilizzato per lo svolgimento del Consiglio Comunale.

Nel 1997 furono restaurati, grazie a dei finanziamenti statali, le facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi, al rifacimento di alcune pavimentazioni.

Dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli, nel 2010 fu approvato il progetto di ricostruzione della Sala e del Palcoscenico.

Fra il 2010 e il 2015, grazie al contributo economico della Regione Emilia-Romagna (finanziamento Europeo POR FESR) fu realizzato un complesso e articolato intervento di restauro, consolidamento e adeguamento funzionale del Foyer. Nel corso dei lavori fu realizzata anche la Sala Balletto a livello del 2^ sottotetto, prevista dall’architetto Luigi Poletti, ma rimasta incompleta dal 1857.

Sala balletto

Il 28 marzo 2015 il Foyer fu inaugurato per essere utilizzato come contenitore culturale nell’attesa che si concludesse la ricostruzione del Teatro Galli.

La ristrutturazione ha voluto mantenere, per quanto possibile, le radice del teatro. Quando il Teatro vide la luce nel 1857 il soffitto era affrescato: con i lavori di ristrutturazione si è scelto di non riprodurre gli affreschi per non intaccare il passato. Le porte nel 1857 erano 3: con le attuali norme di sicurezza le uscite sono 5. Ogni porta è stata studiata con una particolare ingegneria acustica, che permette al suono di diffondersi in modo uniforme. Infine, è stato deciso di mantenere il poggia gomiti: caratteristica tipica dei teatro di metà Ottocento. Infatti, i Teatri dell’epoca erano molto più affollati e le persone poteva assistere allo spettacolo anche da i piedi. Il cordolo era utile per sostenersi durante le rappresentazioni!

Dopo 75 anni il Teatro ‘Amintore Galli’ di Rimini torna ad alzare il suo sipario. Il 28 ottobre 2018 il sipario si è alzato sulla straordinaria voce di Cecilia Bartoli, mezzosoprano stella della lirica mondiale, che ha presentato la sua Cenerentola.