Sulle orme di Mazapégul

Anche in Romagna, come nel resto d’ Italia, sopravvivono ancora oggi, un’insieme di superstizioni e credenze tramandate dalle religioni delle popolazioni celtiche che prima dei Romani abitarono queste terre.

E allora come di dice? Paese che vai… folletto che trovi!

Il Mazapégul è il tipico folletto romagnolo, dispettoso e pasticcione che passa le notti ad infastidire le giovani fanciulle e non solo.  La leggenda vuole che in tutti i paesi ci siano elfi e folletti, creature irreali e graziose con poteri magici. Sono tante le storie che si raccontano su di loro soprattutto quelle sul Mazapegul che a seconda del luogo assume un buffo nome. A Bergamo lo chiamano Barbech, Pappoli a Massa Carrara, Farfarelli in Lombardia, Lazio e Sicilia, Mazzamarillo nel teramano Mazz’marill, diviene Mazzamambrillo nell’alto Molise Mazzamambrigl, a Bari diventa U’augurie Scazzamurid in Basilicata, Barabanen a Imola, e molti, tanti altri…

Si tratta di un esserino molto piccolo, ibrido tra il gatto e lo scimmiotto, dal pelo grigio, con un berrettino rosso sul capo. Si racconta che questo buffo folletto si innamora delle giovani di casa, le insegue, scompiglia i loro capelli, si insinua sotto le sottane è geloso e vendicativo, salta sui letti e sulla loro pancia perché imparino a saper portare il loro peso. Passa le notti ad attorcigliare in trecce le code e le criniere dei cavalli nella stalla, rendendo così furiosi i contadini costretti il mattino seguente a impiegare ore per spazzolare le loro bestie.

Numerosi sono le accortezze prodotte dagli abitanti delle campagne per tenerlo lontano; dal forcone posto sotto al letto o nelle stalle, alla scopa davanti alla porta, all’inevitabile ricorso al sacerdote-esorcista.Un altro metodo ancora è quello di spargere una manciata di chicchi di riso sul davanzale. E’ così che il Mazapegul si mette a contarli uno per uno, fino a quando non sorge il sole e scappa.

Leggenda o realtà è il protagonista di questa leggenda che la Romagna continua a portarsi dietro nel tempo.