San Leo, il cuore del Montefeltro

(San Lé, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    San Leo è si posiziona a 583 metri sopra il livello del mare, a 32 km da Rimini. Situato su un enorme masso roccioso invalicabile, vi si accede per un’unica strada tagliata nella roccia. Sulla punta più alta dello sperone si eleva il Forte inespugnabile. La placca rocciosa, di formazione calcareo-arenacea, è il risultato della tormentata genesi che ha portato alla formazione del paesaggio della Val Marecchia, nota ai geologi come Coltre o Colata della Val Marecchia. I limiti della placca di San Leo, sono identificabili e coincidenti con i dirupi e gli strapiombi; il contatto con le argille sottostanti è sempre evidente. Questa situazione rende San Leo un esempio ai fini della interpretazione della geologia locale e riassume i fenomeni geomorfologici, caratteristici della Val Marecchia. La straordinaria conformazione naturale del luogo ne ha determinato, dall’epoca preistorica, la doppia realtà di fortezza munita per natura e di altura inaccessibile e perciò sacra alla divinità.
    Viene da sempre definito come il cuore geografico del territorio del Montefeltro. Il paese fa parte de “I Borghi più Belli d’Italia” ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano. San Leo, meravigliosa capitale d’arte, citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, è il fulcro della regione storica del Montefeltro ed è la città che gli ha dato il nome. Nota per le sue vicende storiche e geopolitiche, location per film e documentari, meta turistica d’eccellenza, è la perla di Rimini. San Leo confina con la Repubblica di San Marino, con le Marche e con i comuni Romagnoli di Maiolo, Novafeltria, Poggio Torriana e Verucchio.

    – STORIA
    La città si chiamava Monte Feltro, da Mons Feretrus, nome legato all’insediamento romano sorto intorno al tempio consacrato a Giove Feretrio. I Romani già nel III secolo a.C. costruirono sul punto più elevato una fortificazione, ma non lo munirono di cinta murarie perché la rupe era ed è inaccessibile da quel lato. Sul finire del III secolo, giunse Leone dalla Dalmazia, a cui si deve la diffusione del cristianesimo che si propagò rapidamente in tutta la regione circostante, fino alla nascita della Diocesi di Montefeltro. Leone è considerato, per tradizione, il primo Vescovo di Montefeltro, anche se l’istituzione della Diocesi risale a qualche secolo dopo. La circoscrizione ecclesiastica facente capo a Montefeltro comprendeva un territorio prevalentemente collinare e montuoso, distribuito tra le Valli del Savio, Marecchia, Conca e Foglia.
    Sull’originario sacrario sorse la Pieve, dedicata al culto orientale della Dormitio Virginis. L’edificio, costruito in epoca carolingia e rimodernato in età romanica, raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Successivamente accanto alla Pieve, fu innalzata la Cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. Nel 1173 essa venne completamente rinnovata, nelle forme romanico-lombarde e unita alla torre campanaria bizantina. Il composto del Palazzo Vescovile e della residenza dei Canonici costituì un vero e proprio agglomerato urbano, arricchito di altri edifici della dinastia dei Montefeltro stabilitasi a San Leo a metà del 1100.
    Il centro medievale conserva gli edifici romanici, Pieve, Cattedrale e Torre Campanaria, mentre i palazzi residenziali hanno subito numerose trasformazioni principalmente durante il periodo rinascimentale. L’abitato storico si estende intorno alle chiese che affacciano sulla piazza centrale, intitolata a Dante Alighieri, ed è composto da numerosi edifici.
    Distanziata dall’agglomerato urbano, per ragioni difensive, è la Fortezza di Francesco di Giorgio Martini. Il primitivo nucleo altomedioevale venne ampliato tra XIII e XIV secolo, quando i Malatesta riuscirono a sottrarre San Leo ai Montefeltro. Il Mastio medievale, difeso dalle quadrangolari torri malatestiane, venne definitivamente ridisegnato dall’architetto Martini per volere di Federico da Montefeltro nel 1479. Egli la munì del grande rivellino rivolto a sud, al di sotto del quale pose una caratteristica casamatta. La nuova forma prevedeva una risposta al fuoco ideando una controffensiva che potesse garantire direzioni di tiri incrociati, da qualunque parte provenisse l’attacco. La fortezza fu protagonista di importanti vicende guerresche durante il periodo rinascimentale: fu sottratta per pochi mesi ai Montefeltro dal duca Valentino nel 1502 e ai Della Rovere delle truppe medicee nel 1517. Con la devoluzione del ducato urbinate al dominio diretto dello Stato Pontificio (1631), la rocca perse il suo carattere di arnese da guerra e fu adattata a carcere. Nel 1788, essendo le carceri della Fortezza di San Leo per la loro forma e situazione molto insalubri, Giuseppe Valadier fu incaricato di apportare all’intera struttura le necessarie migliorie.
    Con l’avvento dell’Unità d’Italia, San Leo non fu oggetto di riadattamento urbanistici, mantenendo inalterato l’impianto urbano.

    – DA VEDERE
    La Fortezza di Francesco di Giorgio Martini. Così chiamata in onore dell’architetto senese che per volere di Federico da Montefeltro nel 1479 ridisegnò la struttura del mastio medievale. Dalla seconda metà del Trecento venne espugnata dai Malatesta, che si alternarono con i Montefeltro. Nel 1502 la Fortezza venne conquistata da Cesare Borgia, il Valentino, ma dopo un anno ritornò nelle mani dei Montefeltro e nel 1527 passò in quelle dei Della Rovere. Nel 1631, quando passò sotto lo Stato Pontificio, venne adattata a carcere, dove furono imprigionati numerosi patrioti risorgimentali. Il recluso più noto, è il Conte di Cagliostro. Importante testimonianza di architettura militare, oggi è sede museale.

    Cattedrale di San Leone. Costruita fra i secoli IX-XII è saldamente ancorata alla roccia che la sostiene e si erge in un luogo consacrato alla divinità dall’era preistorica. È il più alto esempio di architettura medievale conservato nel Montefeltro e una delle più importanti testimonianze dell’architettura romanica dell’Italia centrale. Ingloba i resti del Duomo altomedievale quando San Leo divenne sede di nuova diocesi. È rivolta a Oriente e l’ingresso è su un fianco sormontato dai busti scolpiti dei Santi Leone e Valentino. Nella cripta era collocato il sarcofago con le spoglie di San Leone, di cui oggi rimane il coperchio con iscrizione, datato VI secolo.

    Pieve preromanica della Vergine Assunta. È il più antico monumento religioso dell’intero territorio del Montefeltro, risale infatti al XI secolo, e rappresenta la prima testimonianza di cristianizzazione dell’area, evangelizzata da San Leone tra il III e IV secolo. Secondo la tradizione, fu lo stesso Santo a edificare una prima chiesa. La facciata, altissima sulla roccia a strapiombo è rivolta ad Oriente e vi si accede da due portali nei muri di fianco, entrambi sormontati da una loggetta cieca, con richiami all’arte bizantino-ravennate. Le colonne risalgono invece all’epoca romana o tardo-antica.

    Torre campanaria. Monumento dalla mole massiccia e imponente è il più appartato per la sua impervia collocazione, tale da rappresentare nei secoli un luogo di rifugio per il Vescovo e i canonici.

    Palazzo Della Rovere. Oggi sede del municipio, è stato edificato per i Della Rovere nel XVII secolo. La sua signorile facciata è ornata da motivi in arenaria.

    Museo d’arte sacra. Ospitato nel Palazzo Mediceo, ben visibile lo stemma con giglio della città di Firenze e quello di papa Giulio II della Rovere, espone manufatti di arte sacra dall’VIII al XVIII secolo, tra cui la trecentesca Madonna della Mela di Catarino di Marco da Venezia, la Madonna con Bambino di Frosino.

    Palazzo Nardini. Qui l’8 maggio 1213 avvenne l’incontro tra San Francesco e il conte di Chiusi che, colpito dalle parole del santo, gli donò il Monte della Verna.

    Montemaggio Convento Frati Minori e Chiesa Sant’Antonio Abate. È organizzato in due chiostri e accanto vi è la chiesa di età barocca. Una cisterna, un pozzo ottagonale e una neviera, arricchiscono questo luogo.

    Sant’Igne Convento francescano. La sua fondazione è attribuita a San Francesco, così come l’originaria denominazione legata all’apparizione miracolosa del “sacro fuoco” che gli avrebbe indicato il sentiero perduto. La chiesa, consacrata nel 1244, conserva un segmento del tronco d’olmo sotto il quale il santo predicò.

    Castello di Pietracuta. I ruderi svettano sulla pietra aguzza che diede il nome di Pietragùdola. Fu dei Carpegna, poi dei Malatesta e dei Montefeltro che fecero rimodellare la Rocca che ospitò il Duca Federico e la consorte Battista Sforza nel 1462. Passò anche in mano sammarinese per poi tornare sotto la giurisdizione di San Leo.

    – PRODOTTI TIPICI
    Le ciliegie sono considerate un prodotto tipico della Valmarecchia, soprattutto nella zona di Pietracuta. A questo prodotto è dedicata anche una fiera a Maggio che richiama un grande pubblico.

    La patata dalla forma ovale allungata è una varietà locale sopravvissuta grazie alle particolari condizioni socio-economiche della vallata. È una patata sgraziata e leggermente schiacciata, che presenta una buccia di colore nocciola chiaro con numerose e profonde gemme. Ha un sapore particolare, determinato dal terreno umido tipico di queste zone che ne conferisce qualità organolettiche eccellenti. La sua lavorazione inizia in autunno con le arature, le concimazioni e la preparazione dei solchi. Si semina in aprile e si raccoglie a fine agosto.
    Agli inizi del ‘900 era coltivata intensamente in tutta l’alta valle ed era richiesta nei mercati di Venezia, Ferrara, Ravvena, Forlì, Rimini e Genova. Era una risorsa importantissima durante l’inverno per gli agricoltori locali. Venne anche costruito un edificio di grandi dimensioni con un piano interamente destinato allo stoccaggio delle patate. Nel dopoguerra tuttavia gli agricoltori ritennero di non essere più competitivi e decisero di sacrificare questa produzione. Attualmente i produttori che ancora coltivano questa particolare varietà sono pochi.

    Il Balsamo di Cagliostro era un liquore alle erbe prodotto nel pieno centro storico del borgo ed è dedicato all’alchimista Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro. L’unico liquorificio che lo produceva era quello della famiglia Leardini. Dopo la sua chiusura il liquore non è più stato prodotto in quanto la ricetta è rimasta segreta.

    – EVENTI
    Sagra delle ciliegie – Festa dal Zarisi (Pietracuta, fine Maggio). Nel borgo si tiene la festa dedicata a questo prodotto. Stand gastronomici e musica completano l’offerta.

    Giullari del mondo in Festival – San Leo incontra Francesco (Ultimo fine settimana di Giugno). Manifestazione dedicata a S. Francesco d’Assisi. Due giornate dove i protagonisti sono musici, poeti, attori, saltimbanchi, artisti di strada. Agli spettacoli si accompagnano conferenze ed incontri che animano il borgo medievale.

    AlchimiaAlchimie (A cavallo del 26 Agosto). Un evento dedicato alla scoperta di leggende, tradizioni e miti legati alla notte dei tempi. Si ispira a Cagliostro, avventuriero ed alchimista, imprigionato e morto a San Leo il 26 agosto 1795.

    Fiera di Pugliano (Tutti i lunedì di Settembre). Antichissima Fiera che ha sede nel Comune di Montecopiolo e sconfina nell’adiacente territorio di San Leo. Quando nacque nella forma che si conosce oggi, ma si narra che abbia origini più antiche, era la fine del 1800 e rispondeva alla necessità di compravendita e scambio di bestiame. Ampio lo spazio dedicato ai cavalli, ai bovini, nel frattempo divenuti razze pregiate, che qui annualmente vengono premiate in momenti di grande interesse culturale e zootecnico.

    – COME ARRIVARCI

    Dista 48 km da Misano Adriatico, circa un’ora di auto. San Leo è situato su un enorme masso roccioso invalicabile e sulla punta più alta dello sperone si eleva l’inespugnabile Forte di San Leo. Ospitò tanti personaggi storici come Dante, S. Francesco d’Assisi ed il Conte di Cagliostro. Di notevole fascino l’intero borgo come il patrimonio architettonico conservato.