Saludecio, il balcone dell’Adriatico

(Saledécc, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Saludecio è situata tra le rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano, a Sud della provincia di Rimini. Il paese, roccaforte dei Malatesta, proprio per la sua vicinanza ad Urbino dei Montefeltro è circondato da una corona di castelli difensivi: tutto il territorio invoglia il turista a visitarne i vicoli, le strade e i palazzi per scoprire dei veri tesori nascosti.
    Confina con Mondaino, Montefiore Conca, Montegridolfo, Morciano di Romagna, San Giovanni in Marignano e la provincia di Pesaro-Urbino.

    – LA STORIA
    Saludecio tra i secoli XIII e XIV vede un’alternanza di potere tra lo stato pontificio e la signoria dei Malatesta di Rimini. Poi, a seguito del tentativo di rivolta degli Ondedei di Saludecio (1336) contro Ferrantino, Malatestino e Guido Malatesti (fallito a causa di un tradimento) a Saludecio è imposta la totale dipendenza ai Malatesta.
    I Malatesta hanno fatto di Saludecio un loro possedimento difensivo: l’assetto del centro rivela ancora oggi la sua struttura medievale, con il dedalo dei vicoli racchiusi dalla cinta muraria e le monumentali porte di accesso, porta marina e porta montanara, per la difesa verso il mare e verso l’entroterra. Il secolo XV, pur essendosi aperto all’insegna delle humanae litterae e della serenità, con il pacifico soggiorno a Montefiore di papa Gregorio XII, vede poi crescere e svilupparsi il progetto dei Montefeltro di Urbino sopra le terre di Romagna. Il già fragile equilibrio crolla nel 1462 quando, a seguito di questioni politiche di respiro nazionale, Federico da Montefeltro occupa Saludecio togliendolo a Sigismondo Malatesta, e lo riconsegna a allo stato della Chiesa.
    Nel 1504, dopo essere passato per le mani del duca Valentino Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI, Saludecio è sottomessa al governo di Venezia, ma per breve tempo, visto che già nel 1508 i Veneziani restituiscono il territorio allo Stato della Chiesa.
    Il XVI secolo costituisce una sorta di assestamento del paese che nel secolo successivo vedrà, invece, una grande crescita economica e culturale, testimoniata dall’opera di numerosi artisti impegnati sul territorio (primo fra tutti Guido Canacci).
    Anche nel corso del Settecento si aprono cantieri importanti, tra i quali sicuramente il più interessante è la chiesa parrocchiale di S. Biagio, iniziata nel 1794 e terminata nel 1800.
    L’ Ottocento si apre dunque con splendore e prosegue con lo stesso tenore, tanto che Saludecio, capoluogo amministrativo può a ragione essere considerata, relativamente a quel periodo, una piccola capitale. La classe dirigente (borghesia agraria) decide di abbellire i propri palazzi e di costruirne di nuovi, così che ancora oggi noi possiamo ammirare le splendide finiture e le pitture interne dei pregevoli edifici che si affacciano sulle vie del paese.

    – DA VEDERE
    Porta Marina e Porta Montanara.
    Situate all’ingresso del paese, sono entrambe state fortificate e volute da Sigismondo Pandolfo Malatesta. La porta marina è rivolta verso il mare, la Porta Montanara invece è più piccola rispetto alla prima ed è rivolta verso gli Appennini.

    Chiesa Parrocchiale di San Biagio. Di epoca Settecentesca, è’ considerata da tutti una la Cattedrale della Valconca non solo per l’ampiezza ma anche per la pregevolezza con la quale è stata costruita e poi arricchita tanto da diventare un vero e proprio museo di opere d’arte. All’interno riposano le spoglie di Sant’Amato Ronconi ed è possibile ammirare il Museo di Saludecio e del beato Amato dove vengono conservate diverse opere di grande rilievo artistico, tra cui Decollazione del Battista di Claudio Ridolfi detto “il Veronese” 1605, La Processione del SS. Sacramento, 1628, di Guido Cagnacci, Madonna col Bambino e Santi, 1704, di Sante Braschi.

    Belvedere. Un ampio balcone panoramico rivolto verso il mare che ingloba il Monumento ai Caduti (anno 1928), la Fontana e la Piazza dedicata a Santiago de Compostela; da qui parte il Viale dei Tigli che si ricongiunge al Giardino all’italiana e al Parco delle Rimembranze di Porta Montanara.

    Piazza Beato Amato Ronconi. A struttura regolare, risalente all’epoca di Sigismondo Pandolfo Malatesta, è il cuore cittadino con la parrocchiale e il Palazzo Municipale.

    Municipio. E’ sede di diverse istituzioni culturali come il Teatro, la Biblioteca e la Mostra permanente di cimeli di Giuseppe Garibaldi, prossimo Museo Risorgimentale, a cui si accede tramite un severo colonnato neoclassico. Sorge sui resti dell’antica Rocca Malatestiana, di cui all’interno sono visibili tracce delle murature.

    Torre Civica. Di origine medievale caratterizza il profilo di Saludecio.

    Convento dei Gerolomini. Tutt’uno con la chiesa, dal bel portale classicheggiante, rappresenta un importante complesso situato nella parte alta del paese.

    I Murales. Un policromo ed originale museo en plein air si snoda fra vicoli e piazzette del centro storico di Saludecio alla scoperta delle Invenzioni dell’Ottocento: opere pittoriche dipinte ogni estate in occasione di 800 Festival sui muri delle case del Borgo (circa 50 opere) dagli artisti di “Genius Loci – Ar.Per.C.” (Associazione Culturale Artistica Ambientalista di Castellabate-Salerno). Per queste preziose caratteristiche, Saludecio oggi è uno degli elementi di spicco di AssIPaD (Associazione Italiana Paesi Dipinti) e di Res Tipica.

    Castello di Meleto.
    Affascinante borgo fortificato, nell’omonima frazione, distante alcuni chilometri dal centro, circondato da tratti delle antiche mura con ampio cortile interno. È un vero balcone sull’Adriatico, collocato in posizione panoramica sulle vallate del Tavollo e del Foglia.

    Castello di Cerreto. Immerso nel verde, conserva tracce delle strutture fortificate medievali con l’abitato dominato dalla Torre civica divenuta campanile della Chiesa. Qui si sono recuperati gli ancestrali riti carnevaleschi animati dalle strane storie dei suoi abitanti e da maschere arcaiche, l’uomo-edera, la vecchia, i Conti e il pagliaccio, il cono di paglia che viene incendiato tra l’ilarità generale.

    Osservatorio Astronomico N. Copernico. E’ l’unico della provincia di Rimini. E’ munito di due telescopi, uno dei quali dedicato unicamente alla ricerca scientifica, mentre l’altro è dedicato alla divulgazione e osservazione da parte del pubblico. Inoltre è stato installato all’esterno un binocolo a grande campo per l’osservazione di campi stellari aperti. E’ sempre presente una guida che aiuta nella visione dei fenomeni più interessanti della serata. E’ possibile effettuare visite guidate della durata di circa 2 ore con spiegazione degli aspetti principali dell’osservazione. Nella struttura è presente una biblioteca per la consultazione di riviste e volumi specializzati. Su richiesta è possibile visionare il materiale didattico audio-visivo riguardante l’astronomia.

    – PRODOTTI TIPICI
    Olio extravergine di oliva delle Colline di Romagna DOP.
    I colli saludecesi rientrano nella DOP Colline di Romagna e ospitano il maggior numero di oliveti della provincia. Da questi olivi ne deriva un ottimo olio extravergine d’oliva, ottenuto con la tradizionale spremitura a freddo. Il colore è giallo con riflessi verdognoli molto intensi, l’odore è fruttata tenue e il sapore è di media dolcezza. In commercio è uno dei più apprezzati, anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

    Suino razza mora romagnola. L’azienda agricola biologica “Zavoli Fausto” produce carni e insaccati ricavati da suini della pregiata razza “mora romagnola”. Questa razza è una delle cinque razze suine autoctone italiane. Molto apprezzato di questa razza è il suo grasso, caratterizzato da un gusto particolarmente dolce e delicato. Molto buoni sono anche il prosciutto, il lonzino e il lardo.
    Il salame prodotti dall’azienda Zavoli è stato premiato nel 2005 con il riconoscimento “Agrifood-Golosario” nella categoria dei prodotti tipici.

    Vitellone Bianco dell’Appennino.
    L’azienda Zavoli alleva, oltre ai suini di mora romagnola, anche il vitellone bianco dell’Appennino, autoctono romagnolo. Anticamente questa razza veniva utilizzata per i lavori agricoli, oggi ne viene apprezzata per il sapore intenso e la succulenza delle sue carni.

    Bustrèng. Dolce tipico dell’area marchigiana-romagnola, ricavato da un impasto di pane, latte, uvetta e zucchero. Il Piccolo Forno Marziali ha recuperato l’antica ricetta e sforna quotidianamente questa delizia.

    Piadina riminese. Sono numerose le aziende presenti nel territorio di Saludecio che producono la caratteristica piadina “sottile”, detta alla riminese, amata e apprezzata in tutto il mondo.

    Formaggio pecorino. I pecorini stagionati e semi-stagionati prodotti nel comune di Saludecio hanno ottenuto diversi premi di qualità ai concorsi nazionali. Le aziende più importanti per la produzione di formaggio pecorino solo “La Levata di Pintus Melchiorre” e l’azienda agricola “Su nuraghe”. Entrambe producono, oltre ai pecorini, diverse tipologie di formaggi di latte di pecora, formaggi di fossa e molte altre varietà a latte crudo.

    Vino. Il territorio di Saludecio rientra anche nella zona di produzione della DOC Sangiovese di Romagna e Colli di Rimini. Per quanto riguarda le uve bianche, oltre al trebbiano romagnolo, molto diffuso è il biancame da cui si ricava la rebola nella sue varie forme (secco, dolce e passito).
    La produzione delle uve a bacche rosse sta lentamente crescendo di qualità: oltre al Sangiovese viene prodotto ultimamente anche il cabernet sauvignon.

    Artigianato artistico. Il Portico del Vasaio offre un’interessante varietà di terrecotte, ceramiche tradizionali, ceramiche artistiche, vasi zoomorfi, sculture, ecc. interamente realizzati a mano senza l’ausilio di stampi. Dopo lunghi anni di sperimentazione, gli smalti ceramici vengono preparati in bottega catturando i colori primordiali dalla natura. Una visita a questa bottega-esposizione è molto interessante ed è possibile portarsi a casa un pezzo unico in ricordo del viaggio a Saludecio.

    – PRODOTTI TIPICI

    800 Festival (prima decade di Agosto). Uno degli eventi più conosciuti del territorio iminese, da ormai un trentennio fiore all’occhiello della provincia che ha fatto conoscere Saludecio in tutta Italia. Si tratta di una manifestazione di musica, danza, prosa, spettacoli, artisti di strada, mostre, ispirati a tutto ciò che ha caratterizzato il XIX secolo. Ogni anno il festival viene dedicato ad una capitale europea e tematizzato nelle sue scenografie e contenuti.

    800 Festival Eventi (durante tutto l’anno).
    Si alternano nel corso dell’anno iniziative “ottocentesche” anche trasversali (convegni, incontri, cene a tema, rassegne).
    NNT NeroNotteTeatro è un piccolo ma significativo festival dedicato alle atmosfere notturne ed alla letteratura del sec. XIX presso il suggestivo Castello di Meleto; una vetrina stabile del teatro “noir” nelle sue varie sfaccettature ed espressioni artistiche.

    Saluserbe (intorno al 25 Aprile).
    La manifestazione dedicata al naturale, all’erboristeria e all’ambiente si è ritagliata una sua precisa connotazione nel panorama regionale degli eventi sul tema dell’alimentazione naturale, medicine alternative, bioarchitettura, sostenibilità e recupero tradizioni. Il programma è diversificato e adatto a un vasto pubblico, rivolto sia agli specialisti e agli appassionati del naturale che ai semplici curiosi. Accanto a convegni e incontri, mostre d’arte e dimostrazioni di lavori artigianali. Lungo le vie e le piazze il Mercatino di Primavera e i punti ristoro con menù a tema.

    Homo viator, il Pellegrino delle stelle (Fine Maggio, Centro storico e casa natale del Beato Amato Ronconi). L’evento, nato recentemente, è imperniato sulla figura storica e culturale del Beato Amato Ronconi, patrono di Saludecio e pellegrino sulle strade dell’Europa medievale verso Santiago de Compostela; comprende una serie di iniziative culturali e artistiche: convegni, incontri, mostre, concerti, spettacoli.

    – COME ARRIVARCI

    Dista 19 km da Misano Adriatico, circa mezz’ora di auto. Saludecio, nel “core” della Val Conca, viene definito il balcone dell’Adriatico per la vista meravigliosa che si goda dalle sue mura malatestiane. I vicoli caratteristici del centro storico vi sorprenderanno per la loro bellezza: le invenzioni dell’Ottocento sono rappresentate negli affascinanti murales che li caratterizzano. Animali, alberi e terre coltivate costellano queste meravigliose colline.

    Un consiglio? Passato e presente, tradizione e innovazione. Saludecio racchiude tutto questo, permettendoti di apprezzare le sue tante qualità e gustare i suoi tanti sapori. Non perdere l’occasione di visitarla.