Poggio Torriana, il paese di Azzurrina

(E Pùz Schurghèda, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Situata nella bassa Val Marecchia, in una zona caratterizzata da campagne fertili e fascinose ma anche da alture lievi e panoramiche, Poggio Torriana è disseminata di edifici di rilievo storico. Il suo ambiente naturale così interessante e ricco è stato tutelato con l’istituzione dell’Oasi faunistica di Torriana e Montebello e del centro di studio e ricerca Osservatorio Naturalistico Val Marecchia. Confina con Forli-Cesena e con i comuni romagnoli di Novafeltria, San Leo, Santarcangelo di Romagna e Verucchio.

    – LA STORIA

    Il comune di Poggio Torriana è ufficialmente attivo dal 1° gennaio 2014, a seguito dell’unione tra i comuni di Poggio Berni e Torriana. Le origini risalgono all’epoca pre-romana: sembra infatti che i primi abitanti di questo territorio fossero popolazioni celtiche e che ai piedi della rupe, esistesse un luogo di culto.
    La prima costruzione muraria, di epoca romana, è una torre a pianta quadrata (oggi inserita all’interno del castello di Montebello). Le prime notizie del castello risalgono al 24 settembre 1186, quando il castello venne venduto da Ugolinuccio di Maltalone a Giovanni Malatesta. Poiché il castello si trovava al confine con il territorio del Montefeltro, i Malatesta dotarono il castello di una serie di fortificazioni; nonostante questo i Moltefeltro riuscirono a espugnare la fortezza con un audace colpo di mano nel 1393. Nel 1438 Sigismondo Pandolfo Malatesta riuscì riconquistarla fino al 1462 quando venne sconfitto e la fortezza passò nella mani dei Conti Guidi di Bagno, che ancora oggi sono proprietari della Rocca.
    Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rimini ha visto combattere sul suo territorio delle feroci battaglie. All’indomani della caduta di Rimini, Torriana fu teatro di una guerra in cui si consumò la strage dei Gurkha di Scorticara. A memoria del sacrificio compiuto dai Gurkha, i corpi dei soldati furono sepolti nel Rimini Gurkha War Cemetery.
    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il castello di Montebello ha subito un grande intervento di restauro ed è stato inserito tra i monumenti di patrimonio nazionale per il suo alto valore storico. Dal 1989 è aperto ai visitatori di tutto il mondo: nel castello si tramanda la storia di Guendalina Malatesta, meglio conosciuta come Azzurrina.
    Nata nel 1370 e scomparsa il 21 giugno 1375, Azzurrina si dice che fosse una bambina albina. La superstizione popolare collegava l’albinismo ad eventi di natura diabolica, la madre decise quindi di tingere i capelli della piccola di nero. Poiché le tinture erano di natura vegetale, i capelli della bambina assunsero presto riflessi azzurri come i suoi occhi (da qui il soprannome di Azzurrina). Per proteggerla dal pregiudizio popolare, il padre decise di farla sorvegliare da due guardie e di non farla più uscire di casa. La leggenda narra che il 21 giugno 1375, Azzurrina stava giocando con una palla di stracci all’interno del castello. La palla rotolò dalla scala all’interno della ghiacciaia sotterranea e Azzurrina la inseguì; le guardie sentendo un urlo corsero immediatamente nel locale entrando dall’unico ingresso, ma non trovarono né il corpo di Azzurrina né la palla. Il corpo di Azzurrina non fu più trovato. La leggenda vuole che il fantasma della bambina sia ancora presente nel castello e che torni a farsi sentire ogni cinque anni, durante il solstizio d’estate. Non esistono fonti storiche che attestino la reale esistenza di Azzurrina, le prime notizie della leggenda risalgono, di fatto, alle fine degli anni Ottanta del ‘900.
    Un tempo Poggio Torriana era un territorio ricco di mulini, oggi la maggior parte sono stati trasformati in abitazioni o andati distrutti, ma ben due sono ancora funzionanti: il Mulino Sapignoli, oggi diventato museo, e il Mulino Moroni. Sono strutture regolate dal funzionamento dell’acqua ricavata da fosse adiacenti al fiume Marecchia, dedicate alla macinazione del grano per la produzione di farine.

    – DA VEDERE
    Palazzo Marcosanti. Era nel Medioevo una residenza signorile di campagna fortificata. È uno dei luoghi malatestiani meglio conservati, che domina le vallate dell’Uso e del Marecchia. Da sottolineare la presenza di due trecenteschi portali ogivali, quello interno presenta la scacchiera, motivo araldico malatestiano. Al giorno d’oggi è una struttura ricettiva.

    Palazzo Tosi.
    È un’antica dimora nobiliare, di proprietà malatestiana. Nel tempo ha subito notevoli modifiche ma ha mantenuto il suo carattere difensivo, rintracciabile nelle murature compatte e solide e nelle aperture.

    Palazzo Astolfi. Costruita alla fine del ‘700, è un’incantevole dimora con fondazioni medioevali che si rintracciano nelle cantine, in cui conservato un antico frantoio per olive. Le sale sono decorate da autentici affreschi e in cucina è possibile osservare un antico forno. Oggi è una struttura ricettiva oltre che sede di un elegante agriturismo.

    Piazza San Rocco.
    Situata all’interno del centro storico, ospita la “Fontana della Memoria”, fatta edificare da Tonino Guerra in ricordo dei giacimenti fossiliferi.

    Museo Mulino Sapignoni e Mulino Moroni.
    Entrambi visitabili e perfettamente funzionanti, documentano quanto fosse importante dal punto di economico questo territorio per i Malatesta. Il primo è stato trasformato in Museo della Molinologia: è uno splendido edificio che rappresenta la porta per la “Via dei Mulini della Valmarecchia”, ha diverse sala espositive, un’ampia sala macine e all’esterno un parco di oltre 5.000 metri quadrati.

    Rocca di Torriana. Di epoca malatestiana, nella seconda metà del ‘900 ha subito un ampio restauro. Sopra la Rocca, si trova la Chiesuola Dei Santi Filippo e Giacomo, situata sul punto più alto del monte da cui è possibile ammirare uno splendido panorama che comprende la Riviera Romagnola, la vallata del Marecchia da Rimini e l’entroterra fino alla Toscana. Proprio per la sua posizione, un tempo, dalla chiesa veniva controllato tutto il territorio circostante permettendo ampi avvistamenti.

    Torre di Torriana. Recentemente restaurata, domina un’area estremamente panoramica.

    Castello di Montebello.
    Costruito intorno al 1000, domina il borgo di Montebello. Molto elegante e severo, nasce inizialmente a scopo difensivo diventano nel tempo residenza nobiliare. All’interno sono presenti mobilio di pregio di varie epoche (secc. XIV-XVIII), una collezione di forzieri e cassapanche fra cui ne spicca una che ha come coperchio una tavola islamica del 1000.

    Saiano. Una roccia solitaria che sorge dall’acqua, su cui svetta il complesso architettonico. La rupe con il Santuario della Madonna di Saiano, venerato dalla partorienti, si specchia nei laghi e nelle acque del Marecchia mentre tutt’attorno il verde trionfa. La Chiesa, dedicata alla Beata Vergine del Carmine, ha subito un importante restauro qualche decennio fa ed è stata dotata di un’artistica porta in bronzo realizzata dallo scultore Arnaldo Pomodoro, detta “La porta che raccoglie i tramonti”.

    Museo Laboratorio della tessitura a Torriana. Un vero museo dedicato interamente alle tecniche e le molteplici combinazioni dell’arte della tessitura praticata fin dall’antichità.

    Osservatorio Naturalistico Valmarecchia a Montebello.
    Il museo è diviso in due sezioni: una è dedicata agli ambienti naturali con le specie animali e vegetali che popolano le acque del fiume, l’altra è invece dedicata agli aspetti geologico-geomorfologici con una ricca collezione di fossili.

    – PRODOTTI TIPICI
    Olio extra vergine d’oliva. In tutto il territorio sono presenti ulivi plurisecolari che dimostrano come la produzione di olio extra vergine di oliva sia molto antica e radicata nella popolazione locale. L’olio di tutta la Valmarecchia è molto pregiato e di ottima qualità, caratterizzato da un intensità di fruttato medio, qualche volta leggero con sentori di foglia fresca e di mandorla verde.

    Miele. L’apicoltura è, da sempre, un’attività molto diffusa in tutto il territorio grazie anche alla coltivazione di piante caratteristiche come la sulla, l’erba medica, la lupinella e altre varietà spontanee. Le caratteristiche ambientali inoltre rappresentano le migliori garanzie di un miele di qualità: gli apicoltori locali offrono particolari cure alla produzione di miele, cercando i luoghi meno inquinati e controllando costantemente l’indice di umidità durante la smielatura per impedire le fermentazioni.
    Un tempo veniva prodotto un miele straordinario chiamato “miele di santoreggia”, molto indicato contro i disturbi respiratori. Non viene prodotto perché la fioritura di questa erba aromatica avviene a settembre, quando ormai le api hanno appena concluso la produzione del millefiori e sono molto debilitate.
    Molto conosciuto è il miele di castagno, ha un gusto amarognolo e forte, con un colore scuro e rappresenta il normale completamento del formaggio di fossa: i castagni crescono infatti nelle vicinanze delle rocce in cui sono scavate le fosse.
    Tra i mieli più famosi va ricordata inoltre la melata, ricavata dagli alberi di quercia, dal colore ambrato e ricca di minerali, tra cui il potassio.
    Oltre al miele vengono inoltre prodotti il polline e la pappa reale, ottimi ricostituenti e il propoli, molto utilizzato contro le malattie di stagione.

    – EVENTI
    Sagra della Tagliatella (Giugno). E’ la festa del piatto più tipico della Romagna; presenti molti stand gastronomici, esposizione di prodotti agricoli e macinatura del grano in diretta.

    Sagra della fiorentina e raduno di cavalli e cavalieri (Luglio).
    Sono presenti esibizioni equestri e stand gastronomici dedicati alla bistecca fiorentina, il tutto arricchito da musica e spettacoli.

    Favole d’Agosto (da metà giugno a fine agosto). Per tutta l’estate si susseguono spettacoli di teatro d’animazione della tradizione popolare provenienti dall’Italia, dall’Europa e da tutto il mondo. E’ una manifestazione che da oltre vent’anni richiama tantissime famiglie con bambini e amanti dell’antica arte dei burattini. Durante la manifestazione, sono presenti delle letture animate per i più piccoli.

    “Scorticata”, la collina dei piaceri (ultima settimana di luglio). Appuntamento goloso dedicato interamente al gusto e alla buona tavola. Degustazioni di vini e birre, assaggi di formaggio, salumi, dolci, cioccolato e olio si affiancano alla grande cucina d’autore e alle creazioni di noti pasticceri, in tutto in strada con musica dal vivo.

    Festa del miele (primo week end di settembre). La festa più dolce dell’anno si svolge nell’antico borgo di Montebello, in cui sono presenti mercatini con i prodotti dell’alveare, produzioni tipiche locali e artigianato. E’ possibile, inoltre, assistere all’affascinante attività della “smielatura”; vengono inoltre proposte attività didattiche e passeggiate dall’ Osservatorio Naturalistico Valmarecchia. Le due giornate di festa sono caratterizzate da animazione e spettacoli.

    – COME ARRIVARCI

    Dista circa 40 km da Misano Adriatico, circa tre quarti d’ora di auto.
    Poggio Torriana è noto a tutta Italia per la leggenda del fantasma di Azzurrina che prende vita nel Castello di Montebello. Un territorio naturale tanto ricco da essere tutelato. Una Rocca da cui è possibile godere di una straordinaria vista panoramica che comprende la riviera Romagnola, la vallata del Marecchia da Rimini e nell’entroterra fino alla Toscana.

    Un consiglio? Un paese dominato dalla natura e dalla storia, dal presente e dal passato che in un armonico abbraccio avvolgono il visitatore portandolo alla scoperta di Poggio Torriana. Lasciati avvolgere.