Pesaro, la città di Rossini

(Pès’re in marchigiano – romagnolo)

–          DOVE SI TROVA?

Affacciata sul mare e attraversata dal fiume Foglia, Pesaro è un comune delle Marche situato tra due colline costiere: il San Bartolo e l’Ardizio. Il suo centro storico è ricco di monumenti soprattutto di periodo rinascimentale. È conosciuta con il soprannome di Città della Bicicletta per via della vasta rete di piste ciclabili estesa sul suo territorio: questo ha reso Pesaro la prima città in Italia, insieme a Bolzano, per numero di spostamenti urbani in bici. Ma il suo “marchio” storico è quello di Città della Musica grazie al forte legame con il compositore pesarese Gioachino Rossini e le sue opere. Attualmente Pesaro è candidata ufficiale per l’Italia a “Città Creativa Unesco” con motivazione l’impegno nella diffusione, promozione e rivisitazione della musica rossiniana. Nel 2017 Pesaro ha ricevuto il titolo di Città Europea dello Sport in condivisione con Aosta, Cagliari e Vicenza.

Pesaro confina con i comuni marchigiani di Fano, Gabicce Mare, Gradara, Monbaroccio, Monteciccardo, Montelabbate, Tavullia e Vallefoglia.

–          LA STORIA

Il nome della città sembra derivi dall’antico nome del fiume Foglia: Isaurus o Pisaurus. Le origine risalgono all’età del ferro, quando Pesaro era un villaggio piceno; gli scavi effettuati nella 1977, infatti hanno ritrovato insediamenti di Umbri-Piceni, Etruschi e Galli Senoni databili fino al 184 a.C., anno in cui i Romani fondarono le colonia di Pisaurum. A quell’epoca la parte settentrionale delle Marche era denominata dai romani “ager Gallicus” e poi “ager gallicus picenus”. Tuttavia questa data di fondazione potrebbe non essere veritiera, in quanto Strabone nella sua Geografia, edita intorno al 18 d.C., non accenna alla presenza di Pesaro su questo versante dell’Italia (parla invece di Fano e di Rimini). Pesaro fu successivamente colonizzata nuovamente durante il secondo triumvirato da Ottaviano e Marco Antonio, diventando, durante l’Impero, castrum e centro economico posto sulla via Flaminia.

Tutte queste influenze, in particolare quelle di origine greca, sono ancora oggi conservate nel dialetto dell’entroterra. Si suppone una certa egemonia del greco sulle altre lingue o che il greco si sia diffuso in un secondo momento e tuttavia si nota l’apparente origine greca del nome Pisaurum che potrebbe significare “dietro i monti” dalla collocazione della città tra i due colli.

Caduto l’Impero Romano d’Occidente (476.d.C.), subisce le invasioni dei Goti. Dopo l’incendio della città, nel 544 torna all’Impero Romano d’Oriente. Durante la dominazione bizantina partecipa alla Pentapoli marittima con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona. Tale dominio fu però solamente nominale, poiché la città era governata dall’età carolingia da un rappresentante dell’Impero. Tre anni dopo passa sotto il dominio di Pipino, re dei Franchi, che la cede al pontefice Stefano III. La donazione viene confermata da Carlo Magno nel 774, dando inizio alla plurisecolare appartenenza della città ai domini papali. Nella prima metà del XII secolo il fiorente Comune seguì le sorti della parte imperiale durante le imprese italiane di Federico Barbarossa. Venne introdotto il governo podestarile nel 1182 e venne coinvolta nelle lotte tra Papato e Impero.  Nel III secolo, per volere di Papa Innocenzo III passò agli Estensi dal 1210 al 1216. Per lungo tempo ghibellina, durante il regno di Federico II di Svezia, Pesaro si ribellò all’Impero e aderì alla lega delle città guelfe della Marca che si trovavano in guerra nel 1259 con re Enzo. Nello stesso anno su costretta all’obbedienza da Manfredi di Sicilia, ma alla sua morte nel 1266 tornò alla Chiesa. Nel Rinascimento la Città vide una successione di signorie: i Malatesta, gli Sforza, i Borgia, i Della Rovere.

La Signoria dei Malatesta, che detenne il potere dal 1285 al 1445, decide di vendere Pesaro a Francesco Sforza duca di Milano, a patto che poi la cedesse al fratello Alessandro. A quest’ultimo succede il figlio Costanzo, poi Giovanni Sforza, marito di Lucrezia Borgia. Dopo il breve regno di Cesare Borgia, Giovanni Sforza riprende la città fino al 1512, quando subentrano i Della Rovere con il duca di Urbino Francesco Maria I, colui che iniziò l’allargamento delle mura per difendersi dagli attacchi provenienti dal mare e fece costruire nuovi palazzi pubblici e privati. Il successore Francesco Maria II abdica nel 1631 e cede alla Chiesa il ducato di Pesaro e Urbino. Nel 1799, durante l’occupazione napoleonica, contadini e sanfedisti presero d’assalto la città e la rocca strappandola per qualche mese alla guarnigione. Il dominio della Chiesa termina nel 1860, quando il generale Cialdini la occupa annettendola al regno di Sardegna sotto Vittorio Emanuele II. Da allora Pesaro ha seguito le vicende dello stato italiano: le due guerre e la dominazione tedesca, la ricostruzione dopo il 1945, l’industrializzazione e il boom economico. Nei secoli la città ha allargato il perimetro: la città comincia ad espandersi sotto gli Sforza e i Della Rovere che la abbelliscono con edifici sontuosi – come il Palazzo Ducale e Villa Imperiale -, ne allargano le mura e sistemano il porto, trasferendolo dalla foce del Foglia all’attuale sede. Distrutta per gran parte nella seconda guerra mondiale, viene ricostruita e si espande sempre più fino ad assumere l’aspetto dei giorni nostri.

–          DA VEDERE

Cattedrale. L’aspetto attuale è quello assunto dopo la ricostruzione dell’800 che salvò la facciata romanica. Proprio durante questi lavori, venne alla luce l’immenso mosaico pavimentale su due livelli per un totale di circa 900mq, il cui valore è unico per la ricchezza di geometrie bizantine e disegni medievali.

Casa di Rossini. Il Cigno pesarese nacqui qui nel 1792. Venne dichiarato monumento nazionale nel 1904. All’interno sono conservati cimeli legati alla vita del compositore tra cui la sua spinetta e una raccolta di stampe donata al Comune dal collezionista A. H. Martel a fine ‘800.

Musei Civici.  La Pinacoteca contiene dipinti dal XIV al XIX secolo tra cui la splendida pala dell’Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini. La sezione ceramica ospita tra l’altro maioliche istoriate del Ducato di Urbino e la produzione della Rosa pesarese.

Casetta Vaccai. Luogo storico di Pesaro: una dimora del ‘400 patrocinata dalle Belle Arti. L’ambiente è suggestivo e raffinato; ospita nei cunicoli sotterranei, adibiti a cantina, mostre temporanee.

Museo Diocesano. Inaugurato nel 2006, è accolto nel settecentesco Palazzo Lazzarini. Le collezioni si compongono di reperti archeologi e beni storico-artistici (scultura, pittura, argenti, tessuti) che fanno parte del prezioso patrimonio artistico e liturgico della Cattedrale e del territorio diocesano.

Mercato delle Erbe. Recentemente restaurato, mantiene ancora oggi l’ambiente del passato: le cassette di frutta e verdura, con i loro odori, sapori e profumi, si mostrano sulle bancarelle e i venditori sono veraci e genuini come i loro prodotti.

Orti Giuli. Classico esempio di giardino dell’800, gli Orti si trovano sul Bastione del Carmine lungo le mura roveresche e sono dedicati a Giulio Perticari originario di Pesaro. All’asse principale si uniscono viali alberati che contenevano elementi tipici neoclassici. All’interno del giardino è situato l’Osservatorio meteorologico e sismico Valerio fondato nel 1861 da Luigi Guidi.

Piazza Doria. Uno degli angoli più suggestivi di Pesaro dove si trovano la Chiesa del porto, il suo obelisco e la bella fontana. La Chiesa è dedicata alla Madonna della Scala e ha origini molte antiche, se ne hanno notizie a partire dal XVI secolo. Si narra che le venne dato questo nome perché, per accedere al luogo sacro, era necessario attraversa una scala di pietra.

Casteldimezzo. Sulla piccola piazza di Casteldimezzo è posta la chiesa santuario intitolata ai santi Apollinare e Cristoforo: di origine antichissima, forse fu ricostruita ex novo nel XIII secolo secondo lo stile romanico che rimane tuttora ben visibile nella facciata. All’interno il crocifisso in legno scolpito da Antonio Di Bonvesin.

Fiorenzuola di Focara. Reso famoso da Dante, come ricorda la lapide all’ingresso delle mura, il borgo è collocato all’interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo. Del castello medievale restano la porta d’accesso, la torre campanaria, le rovine della chiesa di Sant’Andrea, a picco sul mare, e alcune case.

Palazzo Montani Antaldi. L’edificio viene commissionato dai Montani tra la metà del ‘500 e la fine del ‘700, epoca cui risale l’assetto attuale. Dal 2005 accoglie, con un nuovo allestimento, le collezioni d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro che documentano, con dipinti, sculture, disegni e ceramiche, la storia del territorio.

Teatro Rossini. Costruito nel 1637 con il nome di Teatro del Sole, venne abbattuto e riedificato, eccetto l’avancorpo, come Teatro Nuovo (1816-18) e dotato del sipario neoclassico di Angelo Monticelli; venne intitolato a Rossini nel 1855. Ospita sia il Rosini Opera Festival che spettacoli teatrali e musicali.

Baia Flaminia. Uno degli angoli più suggestivi della città. La baia si trova sotto l’ala protettiva del San Bartolo, più noto ai pesaresi come Panoramica. Un’ansa romantica all’ora del tramonto, con un tratto di spiaggia libera. Particolare il prato che va a sfumature dove comincia la sabbia.

La Sfera di Pomodoro. Si tratta di un’opera di Arnaldo Pomodoro sita nella fontana di Piazzale della Libertà. L’attuale fusione in bronzo, posta al centro della fontana, sostituisce nel 1998 il modello in poliestere arrivato a Pesaro nel 1971. Punto di riferimento dei pesaresi divide esattamente in due il lungomare di ponente.

Villa Imperiale. Realizzata a partire dal 1530 da Girolamo Genga su incarico di Francesco Maria I Della Rovere ed Eleonora Gonzaga, la villa presenta un complesso su quattro livelli, due dei quali occupati dai giardini. Il ciclo di affreschi presenta gli interventi dei fratelli Dossi e di Raffaellino Del Colle.

Rocca Costanza. Voluta da Costanzo Sforza (1474-83) e terminata dal figlio Giovanni, rappresenta il primo esempio di fortificazione di pianura delle Marche. Con i Della Rovere venne inglobata nel perimetro pentagonale delle mura. Fu carcere dal 1864 al 1989.

Villa Molaroni. Venne costruita tra il 1924 e il 1925. Immersa in un ampio parco, è caratterizzata da scalinate laterali, una balaustra all’ingresso, infissi in rovere, una veranda panoramica sul tetto. Il recupero del complesso è terminato nel 2006. Oggi ospita anche il Museo della Marineria che documenta vita, cultura e mestieri della marineria pesarese. Raccoglie materiali iconografici, oggetti di lavoro e capi di vestiario della “gente di mare”, modelli di barche.

Candelara (frazione di Pesaro). Nato come luogo di rifugio per gli abitanti delle zone circostanti in un periodo caratterizzato da frequenti scorrerie di eserciti e bande armate, nel 1176 vi si rifugiò anche l’imperatore Federico Barbarossa dopo la sconfitta di Legnano. Da non perdere la Pieve di Santo Stefano come la meravigliosa meridiana.

Parco del San Bartolo. Segna il confine fra Marche ed Emilia Romagna ed è il primo rilievo che si incontra sulla fascia adriatica venendo da nord. Attraversato da una strada panoramica che si snoda fra ripidi strapiombi e incantevoli paesaggi, la falesia del San Bartolo si tuffa in acqua per un tratto di 10km, formando piccole baie e insenature raggiungibili in barca o dai sentieri che la tratteggiano.

Sinagoga. Situato nell’antico ghetto della città, l’edificio viene datata probabilmente alla metà del XVI secolo. Il piano terra ospita il pozzo e il forno per il pane azzimo, il primo piano la sala delle Preghiere. Alcuni preziosi manufatti dell’interno si trovano ora in altre sinagoghe.

–          PRODOTTI TIPICI

Brodetto.  Protagonista di sfide e festival, il brodetto è una zuppa di pesce che accomuna le località costiere dell’Adriatico: anche in questo caso ogni città ha la sua ricetta, basata però in tutti i casi sulla presenza di numerose specie di pesce “povero”, dal pesce San Pietro alle triglie, dalle canocchie alle seppie.

Cappelletti. Da non confondere con i tortellini, i cappelletti si preparano con un ripieno di carne e formaggio, aromatizzato in modo diverso a seconda delle zone e, addirittura, delle famiglie. Riservati un tempo alle feste come il Natale, secondo la tradizione i cappelletti canno serviti in brodo di cappone, gallina o tacchino ma è usuale anche trovarli in versione asciutta conditi con sugo di pomodoro, ragù o intingoli a base di panna.

Crescia brusca. Specialità tutta primaverile, la crescia brusca o crescia di Pasqua è una torta salata a base di formaggio e uova diffusa in tutta la provincia di Pesaro e Urbino. La mattina di Pasqua si è soliti consumarla a colazione, insieme con le uova sode benedette, mentre nei cestini dei picnic primaverili la crescia brusca è accompagna da salame e pecorino.

–          EVENTI

Rossini Opera Festival. (Agosto) Appuntamento mondiale di musica lirica. Per assistere a uno spettacolo del Rof arrivano da Giappone, Australia e Russia. Diretto da Gianfranco Mariotti, sovrintendente per antonomasia, il festival che da quasi 40 anni accompagna l’estate di Pesaro è un evento speciale che dà un tocco di internazionalità a Pesaro.

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (Giugno). Dopo Venezia è uno dei festival di cinema più prestigiosi d’Italia. L’evento è stato definito da Pierpaolo Pasolini un “luogo dell’anima” dove ricerca e sperimentazione si fondono con la qualità e il nuovo nel senso di giovane e ancora inesplorato. Il cinema è in piazza per tutti, la kermesse pesarese è un appuntamento per cineasti, critici e appassionati di tutto il mondo. (www.pesarofilmfest.it)

Burattini Opera Festival. Da un’idea di Ornella Pucci presidente dell’Arci Nova Pesaro, l’evento è nato come verso goliardico al Rossini Opera Festival ed è un festival internazionale d’arte di figura. La kermesse piace a grande e piccini e porta a Pesaro maestri del teatro di marionette, ombre e burattini, uniti dal filo conduttore delle musiche registrate o dal vivo che omaggiano simpaticamente Rossini.

Candele a Candelara. Candelara celebra ogni anno la festa delle candele, evocate dal suo nome e presenti da secoli nello stemma della città. Una manifestazione unica per la sua ambientazione e per l’atmosfera. Gli stessi cittadini si adoperano con passione per animare questo momento così suggestivo. Il borgo nei week end che precedono il Natale si trasforma: i mercatini di Natale circonda tutto il borgo, mentre le candele lo rendono quasi fatato.

Festa del Porto. (Ultima settima di Giugno-1° domenica di Luglio) Una festa antichissima, le cui origini risalgono al 1400. Attualmente organizzata dalla parrocchia di Santa Maria del Porto, è diventata la festa di tutta la città. Si passa dalla processione della Madonna della Scala all’albero della cuccagna, dalle commedie dialettali alle sfide culinarie come il Lumachino d’oro. La festa si conclude sempre la prima domenica di Luglio, con uno spettacolo di fuochi artificiali.

– COME ARRIVARCI

Pesaro dista 23km da Misano Adriatico, trenta minuti di auto o 14 minuti di treno. Pesaro si presenta come un città dinamica capace di regalarti momenti indimenticabili: paesaggi meravigliosi, scorci di mare dall’alto, la storia e la musica che la rendono magica e indimenticabile.

Un consiglio? Muoviti nella città con la bicicletta e ammira la storia che ti circonda… percorri le stesse strade sulle quali in passato hanno passeggiato i romani e Rossini, assaggia i piatti tipici nelle osterie delle vie del centro e resta senza fiato quando ammiri il blu dell’Adriatico dall’alto del San Bartolo. Emozionati.