Morciano di Romagna, l’emporius del riminese

(Murzèn o Murcièn, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Per tutta l’area del Conca, Morciano di Romagna, è una cittadina di riferimento: grazie allo sviluppo degli ultimi 150 anni, si è trasformata nel maggior centro di commerci e servizi. La sua posizione strategica ha giocato in questo sviluppo un ruolo fondamentale: Morciano di Romagna si trova infatti ai piedi delle colline del Montefeltro, non lontana da San Marino, all’incrocio delle strade che conducono sulla costa. Le strade del centro disposte a scacchiera e la sua personalità austera, ne fanno un luogo piacevole per la sosta e lo shopping, a cui sono dedicati i suoi mercati sempre affollati, un tempo giornalieri.
    Confina con i comuni riminesi di Montefiore Conca, Saludecio, San Clemente, San Giovanni in Marignano.

    – LA STORIA
    In epoca romana, Morciano fu una comunità fondata da un membro della famiglia Marcia, che si insediò nella colonia di Rimini ed era in possesso di numerosi territori del circondario riminese. In alcuni documenti medievali ci si riferisce ad un “Marcianum” o “Marzano”.
    Il primo documento in cui è menzionato Morciano è il Codice Bavaro dove si cita “fundus Morciani” cioè un appezzamento di terra chiamato Morciano appartenente forse a qualche proprietario riminese. Era sicuramente abitato, ma non aveva alcuna esistenza politica o civile.
    È nel Medioevo che il suo sviluppo si fece determinante grazie all’Abbazia di San Gregorio, il monastero fondato da San Pier Damiani nel 1061, intorno al quale si svilupparono i primi importanti mercati, poi trasferiti nel borgo sorto sul poggio che si eleva sul Conca. Morciano perse progressivamente importanza e la sua popolazione si trasferì sulle circostanti colline o andò alle dipendenze del monastero di San Gregorio.
    Nel 1069 Pietro di Benno, con il consenso di Erigunda sua moglie, fece donazione al monastero di una cospicua quantità di beni fra cui il castello di Morciano e li castello di Mondaino. Da questo momento Morciano fu alle dipendenze dell’Abbazia di San Gregorio che con la sua struttura e il suo prestigio, divenne il luogo più sicuro ove effettuare scambi commerciali.
    Nel XIV secolo Morciano fu diviso in due parti: il suo territorio alla destra del Conca apparteneva al Comune di Montefiore, mentre i terreni a sinistra del fiume, sui quali erano presenti numerosi mulini, erano sottomessi al Comune di San Clemente.
    Morciano quindi continuava ad esistere ma era solo un “forum” o “emporius”, come viene definito in uno statuto montefiorese, il cui controllo era fonte di notevoli entrate per il Comune di Montefiore. Quest’ultimo aveva la facoltà di determinare pesi, misure e dazi delle merci portate sui mercati morcianesi. Tale egemonia montefiorese causò in passato non pochi contrasti tra i comuni che allestivano mercato a Morciano.
    Nella seconda metà del secolo XVI, quando per Montefiore era ormai cominciata la decadenza, i suoi consiglieri decretarono, in accordo con la Camera Apostolica, il trasferimento dei mercati di Morciano entro le mura della loro Rocca pensando così di arginare la crisi del loro Comune. Ma tale scelta non portò ai risultati attesi, e così, dopo pochi anni, i mercati furono riportati a Morciano.
    Da questo momento in poi Morciano conobbe un continuo sviluppo; venne anche costruita una nuova chiesa parrocchiale, per disposizione dell’Abate di Scolca. Nel 1797 le truppe napoleoniche che avevano invaso l’Italia, imposero la soppressione e la chiusura dell’antica Abbazia di San Gregorio. Ogni suo bene fu acquisito dal conte riminese Luigi Baldini il quale fece trasferire la ricca fiera di San Gregorio, che per secoli si era tenuta nel chiostro del monastero, a Morciano determinando così un ulteriore impulso alla vita commerciale del paese. Nel 1827 Morciano diventa Comune “appodiato” di San Clemente (gli appodiati erano comuni di ordine inferiore che si appoggiavano ad un altro maggiore, ma che avevano propri rappresentanti e potevano disporre delle proprie entrate) e più tardi, nel 1857, ottiene, per decreto di Pio IX, la completa autonomia.
    Nel 1862 assume definitivamente il nome di Morciano di Romagna e la costruzione del ponte sul Conca nel 1870 consolidò ancor più il collegamento tra Montefeltro, Valconca e riminese che si consolidò sempre più con circolazione di genti e merci, trasformando la sua economia agricola in una fondata sul terziario.
    Nei primi anni del XX secolo, con l’intensificarsi degli scambi e delle comunicazioni, in seguito alla motorizzazione dei trasporti, Morciano ampliò ulteriormente il proprio settore terziario, che rappresenta ancor oggi la sua primaria risorsa economica: nacquero nuovi negozi, botteghe e molte altre attività commerciali che andarono a soddisfare la domanda di servizi di un vasto territorio. Morciano divenne la sede dei primi insediamenti piccolo-industriali (laboratori artigianali, piccole aziende) della Valconca: il Pastificio Ghigi, nato nel 1870; lo stabilimento Tipografico E. Gasperi, fondato nel 1913; il Lanificio Ceccolini, trasferito nel 1923 da Mercatino Conca; e altre officine per la lavorazione di legnami, pelli, marmo.
    Un elemento fondamentale dello sviluppo di Morciano è costituito dal diffuso corporativismo, dal forte senso di solidarietà che caratterizzò la popolazione morcianese in quegli anni.
    La più importante espressione di tale solidarismo fu la fondazione, nel 1867, della Società Operaia di Mutuo Soccorso con una Cassa Operaia di Prestiti e Risparmio che rappresenta il primo istituto di credito morcianese. Ai lavoratori era rivolto il “mutuo soccorso” e tutte le iniziative collaterali, cioè pensioni agli inabili al lavoro, contributi alle vedove, e agli orfani dei soci, sussidi ai cronici, difesa dei salari, tutela antinfortunistica. Inoltre la Cassa Prestiti e Risparmi incoraggiava l’iniziativa privata fornendo i finanziamenti necessari.

    – DA VEDERE
    Resti della Abbazia di San Gregorio. Sulla strada per Cattolica a due chilometri circa dal centro, l’Abbazia è posta sulla riva destra del Conca della cui valle fu punto di riferimento religioso ed economico; infatti, nel suo chiostro si tenevano le fiere del paese. Perse importanza dopo che le truppe napoleoniche, nel 1797, lo soppressero. Le scarse tracce murarie sono state inglobate in più recenti costruzioni. ma la struttura del monastero fondato da San Pier Damiani nel 1061, è ancora leggibile.

    Colpo d’ala di Arnaldo Pomodoro.
    In Piazza Boccioni, al centro di una vasca, è collocata la scultura del noto artista contemporaneo Arnaldo Pomodoro, nato a Morciano che l’ha dedicata al pittore futurista Umberto Boccioni anch’egli di origini locali.

    Chiesa di San Michele Arcangelo XVIII secolo. È la parrocchiale cittadina posta nel centro storico su piazza Umberto I. Fu ricostruita nel 1794 dopo che l’originaria era andata distrutta con una piena del fiume Conca.

    Cappella della Beata Vergine XVIII secolo. Posta di fronte alla parrocchiale è una piccola cappella con un interno a pianta ottagonale.

    Piazza del Popolo. Ombreggiata da alti pini un tempo era molto ampia, qui si tenevano le fiere e i mercati, finché non fu costruito il Palazzo comunale con torre dell’orologio e balcone centrale a volute e non furono creati i giardini. Al centro una fontana del 1901 con Mercurio e maschere leonine.

    Mulini. La loro cospicua presenza fin dall’antichità, nel 1662 il Conca ne alimentava ben 66, oggi è testimoniata da alcuni esemplari di notevole interesse storico.
    Il Mulino Malatesta che fu costruito intorno al 1400 lungo la strada della “Pedrosa”, in fondo alla costa di “Paglialunga”. Questo mulino vantava importanti opere murarie per garantirsi un continuo approvvigionamento idrico. Infatti sembra che le fosse di portata dell’acqua fossero due: una a corso sotterraneo, lunga 5/600 metri, l’altra all’aperto, in superficie.
    Il Mulino Rossi si trova presso il fiume in zona Santa Maria Maddalena e fa parte di un grosso complesso di costruzioni, appartenente dal 1930 alla famiglia Rossi di Morciano. Anche questo mulino ad acqua, come il precedente, fu fatto costruire dai Malatesta.
    Altri si trovano nei comuni confinanti.
    Il Mulino Casarola si trova a circa 3 Km da Morciano, in territorio di San Clemente; il complesso dell’edificio, che comprende mulino, segheria e abitazione, è stato costruito nel 1726 ed ora è di proprietà dei fratelli Binotti; si tratta di un mulino idraulico “orizzontale” in cui l’acqua, proveniente dalla fossa, aziona le pale di legno di una ruota collocata sotto il pavimento dell’edificio. Questa trasmette il moto alla macina superiore, essendole collegata, la quale, ruotando sulla sottomacina fissa, tritura il grano.
    Il Mulino Valle, sempre a San Clemente, è situato sulla fossa destra del Conca ad 1 Km circa dall’Abbazia di San Gregorio dalla quale in passato dipendeva.
    Infine il Mulino Trado sorgeva a San Clemente sulla fossa sinistra (ora chiusa) del fiume vicino al ponte di Morciano. La vecchia costruzione è stata trasformata in abitazione dagli attuali proprietari che la chiamano ancora “casa del mulino”.

    – PRODOTTI TIPICI
    Nel comune di Morciano di Rimagna si producono olio E.V.O. che ha ottenuto la certificazione di qualità Colline di Romagna DOP.

    DOP Colli di Rimini. La denominazione di origine controllata “Colli di Rimini” è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione. I vini che corrispondono a questi requisiti sono: “Colli dii Rimini” rosso; “Colli di Rimini” bianco; “Colli di Rimini” Cabernet Sauvignon (anche nella tipologia riserva); “Colli di Rimini” Biancame; “Colli di Rimini” Rébola (anche nelle tipologie secco, amabile, dolce, passito); “Colli di Rimini” Sangiovese (anche nelle tipologie superiore e riserva).
    La zona di produzione delle uve che poi danno vita a questi vini, si colloca all’interno della provincia di Rimini e comprende tutto il suo territorio collinare.

    – EVENTI
    Fiera di San Gregorio (la settimana del 12 Marzo). Raccoglie i visitatori dalla Romagna e dalle vicine Marche. Risale alla millenaria tradizione che annuncia la primavera. Le origini contadine non vengono tradite e ancora oggi si tiene il mercato del bestiame, la rassegna dedicata ai cavalli e un grande mercato con esposizione di macchine agricole e piante.

    Fu. Mo. (Ultimo fine settimana di Luglio). Una tre giorni dedicata all’artista futurista Umberto Boccioni i cui genitori erano nati qui. A lui e al suo noto movimento rende omaggio la manifestazione dal titolo Fu. Mo. Che sta per Futurismo Morcianese, con momenti culturali, spettacolari, artistici e gastronomici.

    La Fiera dei Golosi (Novembre). Dedicata alla valorizzazione e commercializzazione dei prodotti alimentari tipici, italiani ed esteri. Una mostra/mercato che fa incontrare produttori e commercianti del settore alimentare ed enogastronomico.

    Morciano Antico (Padiglioni della Fiera, Novembre). Mostra Mercato dell’Antiquariato che ha saputo imporsi all’attenzione nazionale per i qualificati espositori provenienti da tutta Italia con pezzi pregiati.

    Affari Privati (Padiglioni della Fiera, Novembre). È il punto d’incontro per chi vuole vendere quello che, magari in cantina o in soffitta, non piace più ma che, sicuramente, può trovare altri estimatori.

    Expò Elettronica (Padiglioni della Fiera, Novembre). È una grande fiera che propone i migliori articoli e novità dell’elettronica, oltre a oggetti datati e da collezione.

    – COME ARRIVARCI
    Dista circa 12km da Misano Adriatico, una ventina di minuti di auto. Morciano si caratterizza per il suo fiorente commercio sin dai tempi più antichi. Da sempre è stata il polo economico della Romagna.

    Un consiglio? Visitate i mulini che caratterizzano il territorio comunale di Morciano di Romagna e rimarrete stupiti da come le sapienti mani di uomini del passato, abbiano saputo innalzare costruzioni così resistenti ed ingegnose, alcune, ancora oggi utilizzate.