Montescudo-Monte Colombo, la terrazza sulla Valconca

(Mont Scud-Mount Clomb, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Da entrambi i centri abitativi è possibile osservare un panorama molto vario: il mare, il paesaggio del pesarese fino al ravennate. Nelle giornate più limpide si intravedono le cime dei monti dell’Istria.
    Confina con Coriano, Gemmano, San Clemente, e alcuni comuni di San Marino e della provincia di Pesaro-Urbino.

    – STORIA
    Tutto il territorio presenta tracce di insediamenti romani sin dall’età repubblicana. Dal II secolo a.C., vennero infatti costruite ville rurali, non lontane dal corso del fiume Conca, dedicate all’attività agricola. Durante delle ricerche archeologiche effettuate nei secoli scorsi (1795 e 1874), nei pressi delle Chiese di S. Biagio e S. Simeone vennero rinvenute tombe romane e una colonna che fungeva da sostegno ad un’ara di un tempio pagano.
    Montescudo ai tempi dell’Imperatore Augusto, serviva come stazione militare adibita al cambio di cavalli per i corrieri che da Rimini andavano a Roma. Anche nel periodo bizantino furono presenti insediamenti urbanistici sparsi.
    Le origini dei primi castelli di Monte Colombo e Montescudo risalgono agli inizi del X secolo a seguito delle incursioni degli ungheri. Gli insediamenti urbani cominciarono a concentrarsi sulle alture e difese da castelli.
    Nel 1233 i Montescudesi giurarono fedeltà al Comune di Rimini, sottraendosi all’obbedienza dei Signori di Urbino; dal 1239 al 1499 questo territorio fu conteso con sanguinose battaglie tra i Malatesta e i Montefeltro.
    Durante il dominio dei Malatesta, Monte Colombo era dotata di diverse fortificazioni: la Rocca, la torre difensiva di Croce, la fortificazione di Cà Castellano e una torre di avvistamento per monitorare la situazione nella vicina Montescudo. La Rocca era caratterizzata dalla presenza di sei torri: tre a difesa del doppio sistema d’entrata, una circolare (ancora oggi visibile), una posta nel punto in cui è stata elevata la torre civica del Municipio e l’ultima posta a difesa del lato rivolto verso monte.
    Alla fine del XV Sec. venne costruito il Castello di San Savino, che a differenza del Castello di Monte Colombo, era dotato di basse mura e piccole torri.
    Nel 1555 il Papa donò il territorio al marchese Nicolò di Bagno fino al 1656 anno in cui tornò sotto lo Stato Pontificio. Nel 1722 metà del paese di Montescudo venne distrutto da una frana.
    Sotto il regime di Napoleone, Montescudo raggiunse il massimo della sua prosperosità e della sua grandezza. Costituita la Repubblica Cisalpina nel 1798, Napoleone elevò Montescudo a terzo Cantone del Dipartimento del Rubicone nonché Distretto Territoriale, assegnandogli vari Uffici quali: la Pretura, il Catasto, la Leva, il Censo, e l’ufficio Postale. Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 Montescudo ritornò sotto il Governo Pontificio che, per i suoi sentimenti liberali in precedenza dimostrati, venne ridotto a semplice Comune senza appodiati. Nel 1860 venne a far parte del nuovo Regno d’Italia. Montescudo partecipò attivamente alle guerre del Risorgimento, alla campagna garibaldina del 1867 e alla prima e seconda Guerra Mondiale ed ebbe diversi caduti per la Patria. Nell’ultimo conflitto mondiale, durante le azioni belliche del settembre 1944, il paese venne in gran parte distrutto e successivamente ricostruito a guerra ultimata.
    L’unione di Montescudo e Monte Colombo è avvenuta il 1° gennaio 2016. I capoluoghi degli ex comuni, pur essendo adiacenti e costituenti dunque un unico centro abitato, sono stati mantenuti distinti e come capoluogo è stato scelto Monte Colombo.

    – DA VEDERE
    Torre Civica (Montescudo).
    Una bella torre che, anche se ristrutturata, mantiene la sua struttura originaria.

    Ghiacciaia (Montescudo). Raro esempio di epoca malatestiana: si trova sul fianco del piazzale principale. Molto interessante la sua tecnica costruttiva.

    Cunicoli sotterranei (Montescudo).
    Congiungevano la Rocca e la Torre di avvistamento.
    Mura di cinta (Montescudo). Si tratta dei resti delle forti mura erette da Sigismondo Malatesta oggi completamente restaurate. La loro altezza e inclinazione avevano il compito di rendere il castello imprendibile.

    Castello di Albereto (Montescudo). Piccolo borgo rurale immerso nel verde dall’esemplare struttura fortificata. I recenti restauri l’hanno trasformato in una perla architettonica delle Terre Malatestiane. Costruito intorno al 1233, il castello di origine romana venne rafforzato da Sigismondo Malatesta intorno alla metà del ‘400. A pianta rettangolare è attraversata da un’unica strada che conduce a un terrazzo panoramico su cui svetta la Torre Campanaria.

    Bosco di Albereto (Montescudo). Macchia boschiva di circa 25 ettari di rara bellezza, attraversabile a piedi.

    Chiesa della Pace e Museo della Linea Gotica Orientale (Montescudo). Antica Pieve romanica oggi è dedicata alla fratellanza dei popoli che si sono durante combattuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Su queste terre si verificò un momento cruciale per la storia: gli scontri per lo sfondamento della Linea Gotica, il tracciato che i tedeschi costruirono per difendere la Pianura Padana. Il Museo è organizzato su due piani: raccoglie documenti fotografici, reperti e testimonianze dei combattimenti locali. Anche questa realtà entrerà a far parte del circuito “Sistema Territoriale a rete Linea Gotica”. Nel portico settecentesco sono presenti alcuni pannelli che documentano la storia della Chiesa.

    Santuario Santa Maria Succurrente e Museo Etnografico. La Chiesa custodisce importanti affreschi del ‘400, tra i più belli e ben conservati del periodo malatestiano, attribuiti alla “Scuola del Ghirlandario”. La canonica ospita un piccolo ma curato museo dedicato alla cultura contadina dell’inizio del ‘900.

    Santa Maria del Piano (frazione di Montescudo). E’ presente una tradizionale produzione di terrecotte: diverse botteghe presentano pizze tradizionali e moderni.

    Centro Storico di Monte Colombo. La sua struttura è medioevale e di interessante è il sistema delle antiche porte: per accedere bisognava superare una prima barriera merlata controllata dalla Torre circolare e dalla Torre dell’orologio e una seconda barriera che presenta un ingresso ad arco che immette nel borgo. Degne d nota anche le mura di cinta oggi circondate da una fitta vegetazione.

    Lavatoi (Monte Colombo).
    Presenti due esemplari di queste antichi manufatti, luoghi di socializzazione e di necessario utilizzo per la collettività. Sono stati recentemente restaurati: il primo è posto ai piedi del paese e lo si raggiunge attraverso una strada di selce a gradoni di origine medioevale che congiunge la Villa e il Borgo; il secondo si trova nella frazione di Taverna ed è del 1874.

    Chiesa di San Martino (Monte Colombo). Conserva un quadro del settecento di Brancaleoni raffigurante San Martino.

    Palazzo Orlandi-Contucci (Monte Colombo). Originario del XVI Sec. fu ristrutturato nel ‘800. In origine antico cassero del Castello, era sede del capitano della guarnigione militare e signore del luogo; dal ‘700 divenne proprietà della famiglia Contucci. E’ l’edificio più grande del centro storico dopo il Palazzo del Municipio.

    Palazzo del Municipio (Monte Colombo).
    Uno dei più imponenti palazzi del centro storico con un’ala risalente al XVIII Sec. L’ala nuova era un tempo una chiesa dedicata a Santa Maria della Neve.

    Castello di San Savino (Monte Colombo). Nell’omonima frazione si presenta come un bel borgo con edifici interessanti e murature castellane.

    – PRODOTTI TIPICI
    Patata di Montescudo.
    E’ una varietà di patata tipica del riminese in particolare del comune di Montescudo. Presenta una forma ovale o rotondeggiante con una buccia resistente di colore rosso chiaro, la polpa bianca-giallastra. Viene raccolta nel mese di agosto ma si conserva anche per 12 mesi se tenuta al buio nella sabbia. La patate di Montescudo è considerata tra le migliori patate dell’Emilia Romagna per la preparazione degli gnocchi. Viene utilizzata anche fritta e per la preparazione del gelato alla patata. Ad essa è stata anche dedicata la Sagra della Patata arrivata alla 45° edizione.

    Formaggio pecorino romagnolo. Prodotto con latte di pecora pastorizzato a 72 gradi, con l’aggiunta di fermenti lattici e sosta di fermentazione. A questo punto della produzione viene aggiunto il caglio, poi messo sotto forma, stufato in un ambiente caldo, salato a secco o in salamoia e asciugato in celle a 6-8 gradi. In seguito viene trattato in superficie e stagionato in celle a temperatura controllata. Il suo colore è avorio, la pasta tenera e compatta; il gusto è setoso e presenta un delicato profumo con venature più pronunciate date dal latte di pecora.

    Funghi di Romagna. In queste terre i funghi più ricercati sono i porcini (caratterizzati da un cappello carnoso a forma circolare che può raggiungere anche i 30 cm di diametro; colore castano bruno con numerose sfumature), prugnoli (caratterizzati da un cappello convesso o appianato irregolare e screpolato che può raggiungere dai 3 ai 5 cm di diametro; colore variabile dal biancastro al crema, grigiastro, nocciola o bruno-rossastro), prataioli (caratterizzati da un cappello tondeggiante con un diametro vario da 2 a 30 cm; colore con tonalità variabile dal bianco all’ocra, dal bruno al giallastro), chiodini o famigliole (funghi che crescono ad esemplari numerosi su ceppi o tronchi di lattifoglie e di vecchie conifere, il cappello è rotondeggiante, il gambo slanciato e fibroso; colore bianco, giallognolo infine brunastro o rossastro con l’età).

    Miele e Vini. Anche in queste territori, così come in tutta la Romagna, si producono alcune varietà di miele e vino romagnolo (vedi capitoli precedenti).

    Lavorazione di terracotta. La provincia di Rimini è terra di antiche tradizionali artigianali e in particolare di quelle legate all’argilla, materia prima di cui il territorio è generoso. Danno colore all’argilla gli ossidi ricavati dai sassi tritati dei fiumi e dalle limature del ferro. L’opera è completata dalle sapienti e abili mani degli artigiani e dal fuoco. Degne di nota sono le terrecotte, cioè le ceramiche non dipinte, la ceramica artistica e le decorazioni di piatti, vassoi, piccoli boccali, immagini votive, vasi, quadretti, decorazioni murali e pavimentali. Ogni bottega ha il suo stile, elaborato in anni di lavoro sia per quanto riguarda la tecnica sia per la tipicità dei decori e dei manufatti. Gli antichi decori di epoca malatestiana e quello tipico romagnolo color ruggine sono caratteristici della zona.

    – EVENTI
    Sagra del Garagolo (Santa Maria del Piano, lunedì di Pasqua).
    Tradizionale manifestazione inneggiante al gustoso mollusco il “garagolo” o “piede di pellicano” con stand gastronomici e musica.

    Sagra della Patata, Festa degli Gnocchi e Fiera dei Prodotti Agricoli e Artigianali (2° fine settimana di Agosto). Sagra nel centro storico interamente dedicata a questo noto tubero che per la particolare natura dei terreni ha acquisito caratteristiche speciali. Si possono gustare i rinomati gnocchi, il baccalà con patate, piadina e ricette particolari come i dolci ed il gelato di patate, nei vari stand gastronomici che propongono anche altri prodotti locali. Musica e spettacolo pirotecnico. Altri prodotti tra cui vini, miele, formaggi, vengono proposti durante la fiera, valorizzati nello speciale circuito “Sapori di Montescudo” che unisce produttori, ristoratori e rivenditori.

    Festa di Ferragosto.
    Valliano, Ferragosto Tradizionale manifestazione con stand gastronomici, musica e spettacolo pirotecnico.

    Sagra della Trippa e dello Strozzaprete (Luglio).
    Tipica sagra folcloristica di paese dedicata a due piatti della tradizione: gli strozzapreti, pasta fatta a mano di forma ritorta, e la trippa, secondo piatto che necessita di una lunga cottura. Accompagnano i piatti il rinomato olio, gli eccellenti vini di produzione locale, la musica ed il ballo liscio.

    I musicals al teatro Leo Amici. Con una programmazione che spazia per tutto l’arco dell’anno vengono rappresentati i musicals originali italiani, realizzati da Carlo Tedeschi, il cui filo conduttore è formato dalla divulgazione dei valori di pace, fratellanza e amore.

    – COME ARRIVARCI
    Montescudo-Monte Colombo dista circa 19 km da Misano Adriatico, una mezz’oretta di auto. Si raggiunge il Comune attraverso uno dei paesaggi più belli di tutta la Signoria dei Malatesta: l’ambiente rurale è ben conservato ed è caratterizzato da campagne coltivate in modo armonioso con ulivi e vigne; i casolari sparsi hanno spesso ancora le forme delle tradizionali abitazioni contadine.

    Un consiglio? Ammira l’equilibrio che si è mantenuto tra l’intervento dell’uomo e la natura. Una passeggiata a piedi o in bicicletta ti conduce alla scoperta delle vie dei lavatoi: un rete di stradelli ombreggiata da grandi alberi che permettono di percorrere questa meraviglio anche nei periodi più caldi dell’anno.