Montefiore Conca, capitale medioevale

(Munt Fior, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Montefiore Conca è un piccolo borgo, ma in passato fu un importante avamposto dei Malatesta con una la sua imponente Rocca che domina tutta la zona circostante. Sulla terrazza all’ultimo piano della Rocca si può ammirare il panorama: dalle colline, fino alla Repubblica di San Marino e poi la Riviera Romagnola.
    Confina con i comuni di Gemmano, Mondaino, Morciano di Romagna, Saludecio, San Clemente e la provincia di Pesaro-Urbino.
    Montefiore Conca fa parte de “I Borghi più Belli d’Italia”, è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è considerato anche Comune Amico del Turismo Itinerante.

    – STORIA
    Le origini di Montefiore Conca sono molto antiche e poco chiare. Infatti, la tradizione lo vede sorto da “Crustumium” che fu distrutta dal mare 3000 anni fa. Tuttavia le origine sono certamente molto antiche ed abbondano i reperti risalenti all’età del ferro e all’epoca romana.
    Il Castrum Montis Floris è citato per la prima volta nel XII sec., in una concessione fatta da Papa Alessandro III alla Chiesa di Rimini. Nel 1136 Papa Innocenzo II dichiarò la chiesa di San Paolo sotto la protezione Apostolica. Nel 1322 Papa Giovanni XXII cedette Montefiore Conca ai Malatesta, periodo storico che più ha lasciato traccia. I Malatesta acquisirono dal comune di Rimini e dal Papa tutti i diritti su Montefiore, trasformandolo in un bene esclusivo della famiglia. Molto probabilmente è per questo motivo che il Castello è stato abbellito oltre che rinforzato ed utilizzato como possente macchina militare e come reggio durante le vacanze della famiglia, fornita di tutte le comodità di un palazzo cittadino.
    Nel 1371 furono censite le aree delle Marche e della Romagna, ciò permise di sapere che la popolazione di Montefiore ascendeva a 160 focolari.
    Nel 1372 il controllo della signoria passa a Galeotto a cui succederà il figlio Galeotto Belfiore (soprannominato con questo aggettivo per essere nato nella rocca di Montefiore Conca nel 1377). Tuttavia Galeotto Belfiore morì all’età di 23 anni per un’epidemia e gli successe Carlo detto il Catone che sostenne la Chiesa durante lo scisma d’Occidente. Morto Carlo nel 1429 gli successe il nipote Roberto, il beato. Dopo la morte di Roberto (a 21 anni) subentrò il fratello Sigismondo Malatesta che regalò al suo territorio cultura, arte e prosperità. Furono questi gli anni più prosperi: al Castello furono ospitati personaggi illustri, come papi e imperatori; inoltre il borgo si arricchì di palazzi, chiese e monasteri, di cui ancora oggi restano segni e vestigia.
    Tuttavia Sigismondo commise degli errori: il più fatale quei quali, l’inimicizia col Papa, lo portò alla scomunica e alla sottrazione dei suoi territori. Tra questi vi fu anche Montefiore.
    Con la caduta dei Malatesta furono i Borgia a governare, dal 1500 al 1503 sotto il dominio di Cesare. Dal 1504 al 1505 fu sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Dal 1506 al 1514 fu sotto il dominio della Santa Sede. Nel 1797 entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Nel 1815 fu inglobato dal Regno Italico di Napoleone. Dopo il Congresso di Vienna fu riaffidato alla Chiesa. Dopo la II Guerra d’Indipendenza entrò a far parte del Regno d’Italia.
    Nel 1863 gli venne cambiato il nome in Montefiorito e solo nel 1917 venne rinominato in Montefiore su proposta di Don Paolo Palmerini. La tradizione fa risalire tale toponimo da un’antica famiglia ebrea della zona.

    – DA VEDERE
    Rocca Malatestiana.
    La sua costruzione è precedente ma la prima data certa risale al 1337 quando Malatesta Guastafamiglia la trasformò in una macchina militare capace di essere anche una residenza, luogo di transito e incontri, che nel 1347 ospitò il Re d’Ungheria, Andrea, con tutta la sua corte e più tardi i Papi Gregorio XII e Giulio II, l’Imperatore di Boemia Sigismondo e innumerevoli nobili e Signori del tempo.
    A Malatesta Ungaro, si deve la commissione dello stemma all’ingresso e dei preziosi affreschi custoditi di Jacopo Avanzi all’interno nella Sala dell’Imperatore che ritraggono una battaglia con antichi fanti. L’intera struttura è stata recentemente restaurata e la sua mole si offre in tutta la sua bellezza e imponenza, donando al visitatore l’atmosfera del tempo ed un’ampia lettura delle stratificazioni storico-architettoniche che l’hanno caratterizzata, restituendole il giusto risalto nell’ambito della cultura artistica trecentesca. Tra queste la visione del tetto originale che si può ammirare salendo nella parte più alta. Durante l’anno la Rocca ospita mostre e allestimenti d’arte.

    Mostra permanente “Sotto le tavole dei Malatesta” – Testimonianze archeologiche degli scavi nella Rocca. Il Castello ospita una mostra dedicata agli esiti delle indagini archeologiche che si sono svolte dal 2006 al 2008. Si può ammirare la produzione ceramica malatestiana proveniente dall’edificio: decine di boccali, coppe e bacili decorati con ritratti e cartigli, lettere gotiche e festoni, motivi geometrici e simbolici. I colori sono il blu, il giallo, l’ocra, il verde ramina e il bruno manganese, gli stessi del magnifico paesaggio che circonda Montefiore Conca.

    Chiesa dell’Ospedale della Misericordia. Costruita in centro storico a servizio di un piccolo ospizio per i pellegrini, l’Ospedale del Pozzo, intorno al 1470, oggi conserva interessanti affreschi d’epoca. Il ciclo che è posto sulle pareti dell’interno, recentemente restaurato, è attribuito a Bernardino e Ottaviano Dolci e illustra scene della resurrezione dei morti, del giudizio, dell’inferno e paradiso. È in questo antico edificio che termina, ogni anno, la secolare processione del Venerdì Santo, che qui espone anche i vari simboli della passione.

    Il Santuario della Madonna di Bonora. A pochi passi dal paese è il più noto Santuario mariano della Diocesi di Rimini. La sua origine è rintracciabile nell’opera di un eremita laico, Ondidei di Bonora che, con testamento redatto nel 1409 lasciò ai terziari francescani i suoi beni e la cella in cui aveva fatto dipingere l’immagine della Madonna del latte. Attorno a questa immagine, considerata miracolosa, si è sviluppato il Santuario, completamente ristrutturato nel primo Novecento. L’immagine mariana dalle forme arcaicizzanti domina l’altare maggiore. Di interesse la sagrestia dove una innumerevole varietà di ex voto, testimonia la profonda devozione popolare per questo luogo.

    Il borgo murato e la passeggiata intorno alle mura. Passeggiare nel borgo fortificato è come assaporare la magia della storia. Dopo aver attraversato la trecentesca Porta Curina, in stile gotico, su cui domina uno stemma di Pio XII Piccolomini, si lascia sulla destra la parrocchia di San Paolo che conserva un bel Crocifisso della “Scuola riminese del Trecento” e interessanti opere figurative e sulla sinistra l’antica Bottega dei vasai dotata di originale forno a legna. Procedendo verso la Rocca ai suoi piedi si incontra l’accesso al Parco di Porta Nova. Uno spazio verde di grande respiro che si offre per la passeggiata ma anche per spettacoli all’aperto che hanno come quinte l’orizzonte della riviera e il mare che sembra di poter toccare con mano. Lungo le mura si snoda un percorso affascinante sia sotto il profilo urbanistico che ambientale.

    Il Teatro Comunale Malatesta.
    Riportato all’antico splendore da recenti restauri. Di fattura ottocentesca ha una pianta a “U” con due ordini di gallerie.

    – PRODOTTI TIPICI
    Montefiore Conca è un territorio ricco dal punto di vista della produzione di olio EVO “Colli di Rimini” e di vini, tanto che è il comune è inserito nella Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini.

    Ceramica. Nelle botteghe di Montefiore Conca si effettua la lavorazione della terracotta, nelle sue infinite connotazioni con la successiva decorazione. La scelta e l’accostamento di colori, con tempi diversi di cottura, riporta alle antiche cromie dei maestri vietresi. Le originali forme estetiche le caratterizzano come gradevoli oggetti d’arredo o di uso quotidiano. Le fasi che portano l’argilla allo stato grezzo ad assumere la forma delle nostre ceramiche, sono interamente manuali e richiedono grandi abilità artigianali.
    La foggiatura è la preparazione dell’argilla; viene selezionata e lavorata manualmente per dare una prima forma all’oggetto. Durante la prima cottura i manufatti vengono posti nel forno ad una temperatura di 1000 gradi. A contatto con il calore il lavoro ceramico acquista vita, i cosiddetti “biscotti” verranno poi cotti una seconda volta dopo essere stati decorati. La smaltatura consiste nel ricoprire la superficie dell’oggetto con uno smalto bianco, l’esito di questa fase, tra le più delicate nel processo di lavorazione della ceramica, dipende dall’abilità dell’artigiano affinché lo smalto si depositi in maniera omogenea sull’oggetto. Nella fase della decorazione invece, l’oggetto dopo essere stato ripulito da eventuali depositi di polvere e viene interamente decorato a mano. Successivamente, gli oggetti vengono nuovamente infornati ad una temperatura di circa 920-940 gradi.

    Castagna. Nei boschi della Romagna accorrono appassionati ricercatori che portano questo nutriente prodotto sui tavoli e sui banchi delle sagre paesane. I marroni, antico frutto dell’Appennino tutelato da un apposito marchio, sono ben diversi dalle più comuni castagne. In primo luogo, il marrone si distingue per il gusto: più dolce e profumato, racchiude ed esalta gli aromi e i sapori del bosco. Inoltre ha una pezzatura maggiore della castagna, tanto è vero che un riccio racchiude al massimo 2 o 3 frutti.

    Diffusa nel territorio Romagnolo la crostata di castagne.
    Ingredienti: 300 g di zucchero, 300 g di burro, 450 g di farina tipo “0”, buccia d’arancia grattugiata, 4 uova, 600 g di castagne, 150 g di uvetta, 2 bicchieri di latte, sale, cannella in polvere.
    Preparazione: Amalgamare metà dello zucchero assieme al burro, quindi aggiungete due uova. Poco alla volta mescolare con la farina (non deve essere troppo elastica). Deponete il composto in frigo.
    Intanto mettere l’uvetta in acqua tiepida, sbucciare le castagne e cuocerle in due bicchieri di latte ed un pizzico di sale. Quindi setacciarle, aggiungere lo zucchero rimanente, 2 uova, un pizzico di cannella e l’uvetta, amalgamando bene. Ricoprire con la pasta frolla il fondo e i bordi di una teglia imburrata ed infarinata. Versare il ripieno sulla pasta e guarnite con striscioline della stessa. Cuocere per 50 minuti circa, a temperatura di 170°. Da accompagnare con Cagnina di Romagna.

    – EVENTI
    Processione del Venerdì Santo (Venerdì di Pasqua).
    Da centinaia di anni il Venerdì Santo viene celebrato a Montefiore con una processione drammatica. Il corteo formato dagli incappucciati delle Congregazioni, dal Cireneo che porta la croce, dai soldati romani, dagli angeli e da altre figure ricorrenti nella Passione di Cristo, parte dal convento sul Monte Auro e termina nella Chiesa dell’Ospedale. I costumi, le fiaccole, i suoni della banda fanno di questo rito un momento di religiosità e cultura popolare che qui non si è mai interrotto.

    Rocca di Luna (Luglio).
    Nella settimana di luna piena tre giorni di festa densi di eventi in cui si alternano spettacoli e iniziative di teatro, musica, poesia, animazione. Tutto il borgo antico, la Rocca Malatestiana, le piazze, le strade diventano scenario ideale per momenti di placide, serene e conviviali atmosfere.

    Sagra della castagna (Le domeniche di Ottobre). Festa di un frutto che qui si raccoglie in castagneti secolari sviluppati a quote relativamente basse e confinanti con uliveti. Castagne a volontà, cotte in tutti i modi, con musica, balli, spettacoli, mercatino gastronomico e vino a piacere dalla fontana del paese.

    Sagra dell’oliva (Novembre – Serbadone). È un’occasione per acquistare il pregiato prodotto degli uliveti che circonda Montefiore.

    Presepe vivente (Periodo natalizio). Il centro storico diventa palcoscenico per la rievocazione della nascita di Gesù. Il pubblico che si ritrova a seguire il presepe lungo le antica mura, alla luce delle torce e dei fuochi, in mezzo ai figuranti in costume ne resta incantato e magicamente coinvolto. Rimane una delle rivisitazioni più seguite della Romagna.

    – COME ARRIVARCI
    Dista 17 km da Misano Adriatico, circa mezz’ora di auto. Montefiore Conca conquista il cuore di chi la visita: la vista della Rocca ruba lo sguardo con la sua imponente struttura malatestiana che svetta imprendibile sulla vallata del fiume Conca. Raggiunto il suo abitato di impronta medievale anch’esso affascina e invita a percorrerlo. La campagna che circonda Montefiore Conca è dolcemente coltivata, i boschi che la alternano sono integri. Su tutto questo, il mare disegna l’orizzonte.

    Un consiglio? Montefiore è una meta da non perdere in qualunque stagione dell’anno: nell’inverno quando le sue cime sono imbiancate dalla neve e il Presepe vivente sfila tra le mura trecentesche; a primavera quando la campagna fiorita si svela e i riti pasquali portano indietro nel tempo; in estate quando le piazze e il cortile della Rocca risuonano di musica e voci e le feste si susseguono, tra arte e spettacoli; nell’autunno con i profumi e i sapori della terra copiosi in quantità e qualità, tra cui le castagne e l’olio extravergine d’oliva.