Maiolo, la città generosa

(Maiul, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Il comune di Maiolo si posiziona lungo le pedici settentrionali del Monte Carpegna ad una altitudine di 590 metri sopra il livello del mare. Posto sulla media valle del fiume Marecchia, Maiolo comprende anche il versante sinistro del torrente Rio Maggio. Lungo la via provinciale si trova il primo piccolo nucleo di case, ma vi sono altri borghi minori sparsi sul territorio. In direzione Nord-Est si trova il monte Rocca di Maiolo, sulla cui vetta si ergono i resti dell’antica Rocca. Nella medesima direzione è possibile scorgere distintamente le alture di San Leo e di San Marino.
    Il comune di Maiolo confina con le Marche e con i comuni romagnoli di Novafeltria, Pennabilli, San Leo e Talamello.

    – LA STORIA
    Il primo nucleo abitativo di Maiolo era stato stabilito in cima all’attuale Rocca di Maiolo: la sua esistenza è testimoniata da documenti risalenti al 962. Dall’anno Mille Maiolo divenne territorio della Chiesa, venendo poi concessa nel 1308 alla nobile casata dei Faggiolani di Casteldelci. Fu contesa più volte fino a giungere sotto il dominio dei Montefeltro. In quest’epoca la città assunse notevole importanza commerciale e politica; nel 1400 passò sotto la Signoria dei Malatesta e infine sotto il controllo del Ducato di Urbino. Fu grazie a quest’ultimi che la funzione strategica delle fortificazioni di Maiolo venne ampiamente valorizzata: i manufatti vennero ammodernati e potenziati, mentre la Comunità era privilegiata dalla protezione del Governo. Diverse famiglie si elevarono nella carriere ecclesiastica e nelle professioni, distinguendosi per il prestigio sociale. Tutto ciò permise a Maiolo di conoscere una certa prosperità.
    La Rocca di Maiolo, a forma di quadrilatero, rappresentava il punto strategico dell’intera Val Marecchia e veniva considerata inespugnabile perché situata su un monte conico isolato, con intorni rupi e burroni.
    Fu per questo che nel suo territorio e nelle sue mura si tennero i Parlamenti Feretrani, assemblee dove venivano risolti litigi e questioni che interessavano i popoli dell’intera regione.
    Nel maggio del 1700 il paese venne distrutto da una gigantesca frana, alimentata da un nubifragio durato 40 ore, che cancellò completamente il borgo fortificato; la frana interessò anche la parte superiore e inferiore del monte distruggendo definitivamente il Castello e la Rocca di cui rimangono visibili ancora oggi solo le due torri poligonali. La leggenda attribuisce il tragico evento a una punizione divina, per quel “ballo angelico” che si teneva in tempo di quaresima.
    Nel 1737 un incendio distrusse la memoria cartacea dell’Archivio Comunale di Maiolo.
    Ancora oggi Maiolo conserva nelle campagne le vecchie case contadine dove si è cercato i forni del pane.

    – DA VEDERE
    Rocca di Maiolo. In posizione strategica, testimonia un’intesa vita medioevale e rinascimentale per la sua funzione difensiva. Restano i ruderi di due torrioni con base irregolare che permettono di immaginare l’impianto strutturale possente e inespugnabile. Ideale per arrampicate sulle sue pareti scoscese, l’antico sito archeologico e i calanchi sottostanti sono riconosciuti dalla Comunità Europea come zona protetta “BioItaly” con più di 600 tipologie di piante censite.

    Chiesa di Santa Maria di Antico. Rappresenta il complesso monumentale più importante del Comune di Maiolo: un tempio dalle linee essenziali addolcite dal portale e dal Rosone. Al suo interno si trovano un presbiterio in stile “Brunelleschiano” con 128 rosoni scolpiti, un statua in ceramica invetriata, unica nel suo genere, della “Madonna con figlio in braccio” risalente a metà del ‘400, tele di Pandolfi e altri pittori marchigiani, una pila acquasantiera del XV Sec. e un organo a canne del XVI Sec.

    Chiesa di Sant’Apollinare. Sita a Poggio, fu costruita su modelle delle chiese leontine della prima metà del XV Sec. Dopo la frana del ‘700 la Chiesa fu inglobata in una più grande dedicata a San Biagio. Di particolare nota l’affresco “Maestà con Bambino tra angeli e santi”.
    Chiesa di San Rocco. Si trova sul lato settentrionale della rupe e ospita numerosi gruppi di scout e visitatori. Recentemente restaurata, conserva al suo interno un affresco del 1500 raffigurante una Madonna con Bambino. Da qui parte il suggestivo sentiero che conduce alla Rocca.

    Castello di Antico. Castello munito e forte perché era una sentinella avanzata sul Marecchia sulla strada tra Rimini e Roma. Oggi è considerato uno dei più romantici del Montefeltro. Su di lui fu detto: “Tutta apre davanti a noi la sua magnificenza la vallata tagliata da quel drago addormentato dal cullar del mare”.

    Chiesa di San Giovanni Battista. Adiacente al cimitero, recentemente restaurata, conserva al suo interno diverse opere d’arte tra cui una statua lignea del XV Sec.

    I forni. Vanno ricercati nel territorio, seguendo le indicazioni. A loro si collega l’insolito e diffuso Museo del Pane. I suoi forni sono più di 50 e vengono utilizzati per la cottura del caratteristico pane locale e delle tipicità ad esso collegate. Questi tradizionali forni sono considerati una preziosa testimonianza di civiltà e bene culturale. Non tutti sono ancora utilizzati, anche se una buona parte è in uso e tornano alla vita in coincidenza della Festa del Pane. Le strutture risalgono all’ ‘800 e appartengono da generazioni alla stessa famiglia: un tempo solo agricoltori, pastori e boscaioli oggi hanno introdotto nuove attività non privandosi del loro bene più grande.
    Il forno è posto acconto alla casa contadina o sotto al portico ed è costituito dalla camera di cottura in mattoni, mentre l’esterno è realizzato con materiale lapideo (simile al calcare).
    Oggi sono rimasti in pochi a saper utilizzare i forni seguendo le migliori procedure e a conoscere i segreti della cottura; per questo il pane prodotto non è destinato alla vendita ma soddisfa solo i visitatori alla Festa del Pane.

    – PRODOTTI TIPICI
    Pane. Il pane di Maiolo, prodotto con farine locali e metodi antichi, è un elemento basilare dell’identità culturale maiolese. I suoi ingredienti sono acqua, farina e pasta madre (pezzo di impasto della precedente panificazione lasciato fermentare). La preparazione del pane è un modus operandi parsimonioso fatto di accorgimenti e trucchi del mestiere. Dal 2005 si può gustare un prodotto fatto solo con farina locale proveniente da un’antica varietà di grano tenero conosciuto fino alla prima metà dell’800, il gentilrosso. È caratterizzato da una spiga giallo-rossa, di notevoli dimensioni (può raggiungere il metro e sessantacinque) con un’alta resistenza alle malattie, con buone doti di rusticità e di adattabilità.
    La preparazione del pane richiede qualche ora: prima bisogna lavorare la pasta madre con un po’ di farina e l’acqua calda, va fatta riposare fino a quando non lievita. A questo punto si può procedere con la preparazione dell’impasto vero e proprio: si spiana la farina lasciando un buco per la pasta madre e poi si inizia a lavorare il tutto. Quando l’impasto è pronto, si taglia in filoni che vengono avvolti in teli, tradizionalmente tessuti a mano, e ricoperto di lana. Il tempo di lievitazione varia da 1 ora e mezzo in estate elle 3 ore in inverno. A questo punto, ci si occupa del forno, che solitamente alimentato con fasci di ginestra e di vite. Impiega circa un’ora a raggiungere la temperatura perfetta che si controlla strisciando sui lati della bocca del forno con un bastone in legno: se fa le scintille è pronto. Prima di infornare il pane, la tradizione locale vuole che si incida sul dorso una croce che incide sulla cottura e sull’aspetto. La cottura del pane dura circa 70 minuti, ma viene controllato ogni 20 e mosso dopo 40. I filoni oramai cotti, vengono fatti asciugare in piedi e su un lato.

    La Spianata è una particolare focaccia, salata e saporita, ottima con tutti i salumi e formaggi. Deve il suo nome all’abitudine diffusa di schiacciare, a mano o con il mattarello, l’impasto prima di infornalo. Quando veniva preparato il pane, l’usanza voleva che si conservasse un po’ d’impasto per la preparazione della Spianata. Il suo ingrediente base è infatti la pasta del pane al quale vengono aggiunti strutto, olio, rosmarino e sale grosso. La cottura dura circa 15 minuti.
    Negli anni sono state create numerose varianti della Spianata, sia nella preparazione sia nella scelta degli ingredienti: non solo rosmarino, ma anche ciccioli, formaggio, olive e pomodorini.

    – EVENTI
    Festa del pane (fine Giugno e a ridosso Ferragosto). Giornate dedicate al pane e alle sue tradizioni, quelle legate alla realizzazione casareccia e alla cottura nei forni della case coloniche. Oltre ai momenti di approfondimento con mostre e relazioni storico-artistiche sulla cultura del pane, la festa si incentra sugli assaggi dei vari panificatori. Suggestivi i momenti collettivi serali presso le aie delle case contadine provviste di forni in cui vengono preparati menù a base di pane, fiori ed erbe. Il tutto allietato da musica, spettacoli e animazioni.

    – COME ARRIVARCI
    Dista circa 48km da Misano Adriatico, un’ora e un quarto di auto. Maiolo è una città generosa: offre un viaggio tra la storia millenaria e la natura, attraendo per la straordinaria bellezza e per la sua posizione invidiabile. L’occhio dell’osservatore spazia dal monte Fumaiolo all’Alpe delle Luna, dal monte Carpegna a San Leo, dalle torri che coronano il Monte Titano e i Castelli di San Marino, fino al mare Adriatico.
    Un consiglio? Non lasciatevi ingannare delle curve aspre e sporgenti di questa terra montuosa, ma usate i sensi e il cuore per scoprire le meraviglie che Maiolo ha da offrire.