La Fortezza di San Leo, il Conte Balsamo di Cagliostro

Conte di Cagliostro o Giuseppe Balsamo? La Fortezza di San Leo racconta la sua storia…

San Leo prende il suo nome proprio da San Leone che diffuse la fede cristiana e diede il nome a questa cittadina. Leone, che di mestiere faceva lo scalpellino, giunse dalla Dalmazia insieme a Marino per sfuggire dalle persecuzioni che subivano i cristiani. Dapprima si rifugiò sul monte Titano insieme a Marino dove lavorava come estrattore di pietre che sarebbero servite per la costruzione delle cinta murarie di Rimini poi si separò da Marino per diffondere il cristianesimo nel Montefeltro. Qui creò una piccola comunità di Cristiani, che divenne in seguito diocesi della quale secondo la tradizione ne fu vescovo.

Prima dell’arrivo di Leone, come tutto il Montefeltro, San Leo fu dominato da diversi popoli; nel III secolo dai Romani che edificarono la fortificazione sul punto più alto senza costruire però la cinta muraria. San Leo passò anche sotto il dominio di Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi che passarono il loro dominio alla Chiesa.

Con il trasferimento della signoria dei Montefeltro a Urbino, San Leo divenne una contea grazie all’istituzione della provincia feretrana che gli permise di possedere un’amministrazione autonoma. Dopo numerosi scontri con la vicina dinastia dei Malatesta, la dinastia feltresca si estinse passando dapprima in mano dell’ultimo nipote dei Malatesta poi a Lorenzo De Medici. Fino al 1860, San Leo, restò in mano dello Stato Pontificio che utilizzò la fortezza per rinchiudervi i nemici dello stato e della religione, fra i quali Cagliostro.

San Leo e la Prigione di Cagliostro…

Giuseppe Balsamo noto come Alessandro conte di Cagliostro nasce a Palermo nel 1743 dove trascorrerà una gioventù ricca di espedienti. La sua fama di alchimista e guaritore gli permette di raggiungere le più ambite corti d’Europa, da Londra a San Pietroburgo dove gli sarà possibile conoscere personaggi di alto livello come Shiller e Goethe.

Tra magie e guarigioni, vero o presunte, Cagliostro sfida apertamente la Chiesa fondando una loggia massonica di rito egiziano; a causa del suo comportamento verrà accusato di eresia e sottoposto a processo e soltanto dopo la grazia ricevuta da Papa Pio IV, la condanna a morte viene tramutata in una detenzione a vita in carcere. E’ il 13 aprile 1791 quando il conte entra nella fortezza di San Leo per non uscirne più.

La prima cella è rinominata “cella del Tesoro” la cella più isolata della fortezza ma anche la più buia e umida: condizioni igieniche pessime, il prigioniero non parla con nessuno nemmeno con le guardie. Vengono negati anche libri, carta e inchiostro.

Verrà poi trasferito in una seconda cella che sarà il luogo della sua morte, la “cella del pozzetto”…una stanza stretta e scomoda di tre metri per tre metri la cui unica apertura era la botola posta sul soffitto dove veniva fatto passare il cibo. Il 26 agosto del 1795 il conte di Cagliostro troverà la sua morte dovuta ad un colpo apoplettico proprio in questa cella ormai esausto e ammalato. Il suo corpo verrà seppellito sulla cima di un monte senza rito religioso.

Questo è tutto quello che la storia ci dice, ma non è tutto…sono molteplici le versioni riguardo alla sua morte. C’è chi crede ad un colpo inflitto da una guardia mentre tentava di fuggire, altri ancora fanno riferimento alle truppe polacche che durante la conquista della Rocca nel 1797 trovarono il corpo del conte e prima di seppellirlo usarono il cranio come coppa per brindare. La leggenda vuole che il colpevole sia il suo confessore che dopo averlo ucciso si impossessò dei suoi abiti e scappo.

Infine c’è chi testimonia di averlo visto dopo quel famoso 26 agosto…

Ad oggi è possibile osservare all’interno della Fortezza di San Leo un’esposizione di strumenti di tortura e documenti storici. E’ in mostra una ricca documentazione riguardante Cagliostro che vi permetterà di approfondire tutte le tematiche che lo riguardavano.

Il Festival AlchimiAlchimie è l’evento più atteso durante l’estate dal borgo di San Leo, evento organizzato per celebrare l’anniversario di morte di Cagliostro. Il centro storico si anima di mercatini alchemici: magie di profumi, erbe, pietre e cristalli. Non mancano concerti, mostre, gastronomia e laboratori.