Gradara in autunno

Gradara è stato riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia, situato nella provincia di Pesaro-Urbino al confine con l’Emilia Romagna.


Il borgo, perfettamente conservato, ha ben due cinte murarie che con le torri annesse circondano l’intero abitato di Gradara, dandogli un incantevole aspetto medioevale. Le mura sono scandite da quattordici torri e da una porta fortificata in cui sono visibili gli stemmi degli Sforza, dei Della Rovere e dei Farnese.


La città è una destinazione ideale per chi desidera trascorrere una vacanza autunnale.

Infatti visitare Gradara in autunno è un’esperienza magica, in quanto offre un’esperienza indimenticabile grazie ai suoi colori e alle sue
atmosfere romantiche.
Oggi vogliamo darvi alcuni suggerimenti su come vivere questo bellissimo borgo, per facilitare la vostra avventura tra le cose più belle e interessanti da visitare a Gradara!!

Cosa vedere a Gradara

Il Camminamento di Ronda

Le mura sono l’elemento più caratteristico di Gradara. Cingono il castello in un doppio anello rendendo inattaccabile la Rocca. Sono intervallate da torri quadrate e sono percorse in tutto il loro perimetro da Camminamenti di Ronda, necessari per vigilare sul castello e sull’intero territorio.
I Camminamenti, oggi percorribili per un tratto, permettono di ammirare un bellissimo panorama.

Il Palazzo Rubi Vesin


Edificio settecentesco situato nel cuore di Gradara, dotato di antiche grotte e sotterranei di origine cinquecentesca. Si sviluppa su tre assi attorno a un grande cortile centrale.
Il piano superiore introdotto da uno scalone monumentale è ricco di affreschi e stucchi.
Al suo interno l’edificio ospita dalla fine dell’Ottocento, il Teatro Comunale di Gradara, e dal 2019 le sale di rappresentanza sono state restaurate e adibite a mostre e esposizioni.

La Rocca Malatestiana

La famiglia De Griffo costruì il castello intorno al 1150, la cui proprietà poi passò ai Malatesta. Durante i secoli successivi, varie famiglie nobili abitarono nel castello fino al 1641, quando venne ceduto allo Stato Pontificio, segnando l’inizio del suo declino.

Nel 1920, la fortezza passò alla famiglia Zanvettori, che iniziò un processo di restaurazione che la riportò al suo antico splendore.

La Rocca è dotata di una struttura a forma quadrata, con un possente torrione poligonale a nord-est, ed è una destinazione turistica tra le più apprezzate d’Italia, grazie anche alla sua vivace vita culturale che accoglie ogni anno convegni, conferenze e mostre.

All’interno della Rocca sono custodite opere d’arte rinomate, come gli affreschi di Amico Aspertini risalenti al 1496-1499 e la magnifica pala in terracotta invetriata di Andrea Della Robbia, del 1480 circa, raffigurante La Madonna con Bambino e
Santi. Di grande pregio è anche la pala d’altare di Giovanni Santi, risalente al 1484.

Infine la Fortezza è conosciuta soprattutto per essere stata al centro della storia d’amore di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante Alighieri nel V Canto dell’Inferno della Divina Commedia.

LA STORIA DI PAOLO E FRANCESCA

La storia vede tre protagonisti principali: Paolo Malatesta, Francesca da Polenta e Giovanni Malatesta.
Francesca da Polenta, figlia del signore di Ravenna fu promessa in sposa a Giovanni Malatesta, chiamato Gianciotto,in quanto era un giovane dall’aspetto poco gradevole e affetto da zoppia.

Così per evitare il rifiuto da parte della giovane, le famiglie cercarono di ingannarla inviando a Ravenna Paolo il Bello, fratello di Gianciotto, facendole credere si trattasse del futuro sposo. Il giorno delle nozze, Francesca pronunciò il fatidico sì senza sapere che Paolo la sposava per procura del fratello. La ragazza si
rassegnò lentamente al proprio destino e diede una figlia al marito ma continuò a vedere Paolo per via delle visite che quest’ultimo era solito fare tra i suoi possedimenti attorno a Gradara.

Proprio in una di queste occasioni, nel settembre 1289, qualcuno avvisò Gianciotto che quel giorno finse di recarsi a Pesaro facendo rientro al castello dove sorprese Paolo e Francesca che persi nella lettura della storia di Lancillotto e Ginevra, si scambiavano un bacio. Fu allora che cercò di finire Paolo con una spada e nel frattempo uccise anche Francesca che gli fece scudo cercando di salvarlo.

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