Gradara, il castello di Paolo e Francesca

(Gradéra, in marchigiano-romagnolo)

  • DOVE SI TROVA?

E’ un comune della provincia di Pesaro-Urbino, situato nell’entroterra della riviera marchigiana-romagnola poco distante dal mare, vanta di un splendida veduta sul paesaggio collinare che le fa da sfondo.

Confina con i comuni riminesi di Cattolica, San Giovanni in Marignano e i comuni marchigiani di Pesaro e Tavullia.

E’ conosciuto soprattutto per la sua storica Rocca malatestiana, che assieme al suo borgo fortificato ed alla sua cinta muraria rappresentano un caratteristico esempio di architettura medievale, frutto di un accurato restauro attuato all’inizio del XX secolo.

Il paese fa parte de “I Borghi più Belli d’Italia” ed è Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

  • LA STORIA

La storia antica di Gradara è strettamente legata alle vicissitudini del suo castello, soggetto nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza, Della Rovere e dei Mosca.

Secondo la leggenda, in esso trovarono la morte Paolo Malatestana e Francesca da Polenta, uccisi per gelosia dal fratello di Paolo, Gianciotto Malatesta.

Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore, Signore di Ravenna e Cervia, dove viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza, sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile.

Nel 1275 Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Gianciotto) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Il capostipite, Malatesta da Verucchio detto il Mastin Vecchio o il Centenario, acconsentì al matrimonio.
Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno.
Mandarono a Ravenna Paolo il Bello, fratello di Gianciotto. Francesca, pensando di dover sposare Paolo il Bello, accettò con gioia ed il giorno delle nozze, senza dubbio alcuno, pronunciò felice il suo “sì” senza sapere che Paolo la sposava “artificiosamente” a nome e per conto del fratello Gianciotto. Solo successivamente capì l’inganno.

Ben presto Francesca si rassegnò al matrimonio, ebbe una figlia, di nome Concordia, che allietò le sue tristi giornate. Paolo, che aveva possedimenti nei pressi di Gradara, sovente faceva visita alla cognata e cominciò a pentirsi di essersi prestato all’inganno.
Uno dei fratelli, Malatestino dell’Occhio, spiando, s’accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca e nel settembre 1289, quando Paolo passò per una delle sue solite visite, avvisò Gianciotto. Quest’ultimo che ogni mattina partiva per Pesaro per far ritorno a tarda sera, finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto. Paolo e Francesca stavano leggendo estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra, e si diedero un casto bacio: proprio in quell’istante Gianciotto aprì la porta e li sorprese. Accecato dalla gelosia estrasse la spada, Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che si trovava vicino alla porta, ma il vestito gli si impigliò in un chiodo e dovette tornare indietro. Proprio nel momento in cui Gianciotto lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo, ma Gianciotto uccise entrambi.

Gli sventurati amanti vennero immortalati da Dante, nella Divina Commedia – V canto dell’Inferno, perché macchiati di un peccato gravissimo: aver ceduto alla lussuria.
Nel corso dei secoli poeti, musicisti, letterati, pittori e scultori si sono ispirati alla tragedia di Paolo e Francesca (da Pellico a D’Annunzio, da Zandonai a Scheffer, ecc.) ed ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone.

  • DA VEDERE

Castello Malatestiano. E’ un castello-fortezza medievale, protetto da due cinte murarie: la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, rendendo la struttura imponente. La fortezza sorge su una collina a 142 m sul livello del mare: il mastio, torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata; è possibile arrivare con lo sguardo fino al mare Adriatico, a nord, o verso il monte Carpegna, ad ovest. Particolarmente suggestiva è la vista della Rocca e del sottostante borgo storico nelle ore notturne.

Gradara è stata, per posizione geografica, fin dai tempi antichi un crocevia di traffici e genti: durante il periodo medioevale la fortezza è stata uno dei principali teatri degli scontri tra le milizie fedeli al Papato e le turbolente casate marchigiane e romagnole.

Il mastio è stato costruito attorno al 1150 dalla potente famiglia dei De Griffo. Caduti in disgrazia presso il papato venne loro sottratta e donata a Malatesta da Verucchio (detto Mastin Vecchio) che decise l’edificazione delle due cinte di mura, erette tra il XIII e il XIV secolo. Nel 1445 Galeazzo Malatesta decise di vendere Gradara a Francesco Sforza per 20.000 fiorini d’oro, quando però Francesco arrivò a Gradara per entrarne in possesso, Sigismondo Pandolfo Malatesta, si rifiutò di consegnargliela e anche di restituire i soldi.

Nel 1446 Francesco Sforza, alleato con Federico da Montefeltro assediò Gradara: dopo più di 40 giorni di battaglie la fortezza sembrava destinata a cadere, ma alla fine con l’arrivo dei rinforzi del Malatesta, Francesco Sforza fu costretto a ritirarsi da Gradara e la città rimase nelle mani di Sigismondo.

Il dominio del casato su Gradara finì nel 1463 quando Sigismondo Pandolfo Malatesta, scomunicato da Papa Pio II, si scontrò con il Duca Federico da Montefeltro, che assediò Gradara per conto della Chiesa. La fortezza, che aveva resistito a numerosi assedi in passato, in quella circostanza dovette arrendersi e venne consegnata dal Papa agli Sforza.

Da quel momento Gradara passò nelle mani delle più importanti casate della penisola fino al 1641 quando passò sotto il diretto controllo dello Stato della Chiesa.

Quando, nel 1920, la famiglia Zanvettori acquistò la Rocca di Gradara, il castello e la cinta muraria erano ridotti allo stato di rudere. Umberto Zanvettori finanziò il restauro del castello e della cinta muraria del borgo, affidando i lavori a Giuseppe Sacconi che lo riportò all’originario splendore.

Il castello, di proprietà dello Stato Italiano, dal dicembre 2014 fa parte dei beni gestiti dal Polo museale delle Marche. È uno dei monumenti più visitati della regione ed è teatro di eventi museali, musicali ed artistici. 

  • PRODOTTI TIPICI

Gradara sorge in un territorio ricco d’ulivi e vigneti che permettono la produzione di ottimo vino e olio, come in tutto il territorio romagnolo.

Le tipiche trattorie ed i ristoranti di Gradara offrono un’ottima cucina marchigiano-romagnola, dove è possibile gustare piatti di entrambe le tradizioni gastronomiche.
Il Piatto tipico di Gradara sono i “Tagliolini con la Bomba”; un piatto della tradizione contadina con un nome curioso che deriva dalla modalità di preparazione. Gli ingredienti sono “poveri” e il procedimento è semplice: si fa soffriggere con un po’ di olio cipolla e lardo (o pancetta grassa). Nel frattempo si cuociono dei tagliolini in acqua e sale (in origine la pasta non era all’uovo ma solo farina e acqua), si scola l’acqua in eccesso lasciando, comunque, il piatto un po’ brodoso e si versa nella pentola il lardo e la cipolla soffritti, aggiungendo del pepe. L’effetto dell’olio caldo versato nell’acqua provoca una grande quantità di vapore, per questo sono detti “Tagliolini con la Bomba”!

  • EVENTI

Gradara d’amare (nel periodo di San Valentino, 14 Febbraio). L’ evento dedicato agli innamorati ed a tutti quelli che vogliono vivere l’atmosfera romantica e magica di San Valentino. Tanti gli eventi dedicati alle coppie e agli sposi durante l’intera settimana dell’amore.

Medioevo a tavola (alcune giornate durante l’estate). Un’occasione unica per scoprire i sapori e l’atmosfera di un banchetto quattrocentesco, vivire per una sera l’emozione di ripetere gli stessi gesti, di provare gli stessi aromi e sapori di un avventore di una taverna medioevale.

Assedio al castello (fine luglio). Ogni due anni si celebra uno degli eventi più significativi della storia di Gradara: l’estenuante assedio al castello messo in atto nel 1446 dai potenti eserciti degli Sforza e dei Montefeltro contro Gradara, all’epoca uno dei più importanti castelli malatestiani. Per oltre 40 giorni gli abitanti e le forze militari resistettero con straordinaria tenacia agli attacchi degli assedianti uscendone vincitori. Una dimostrazione di coraggio e di eroismo senza pari rimasta indelebile nella memoria dei cittadini di Gradara che con cadenza biennale le rendono omaggio con una delle rievocazioni storiche più belle e ammirate della riviera marchigiano-romagnola.

The Magic Castle (inizio agosto). Sei serate dedicate alla magia, alle fiabe e ai sogni per riscoprire il fascino di un mondo che vive e si nutre della nostra fantasia; una “realtà irreale” nella quale non solo è concesso dimenticare il presente ma è quasi obbligatorio lasciarsi trasportare da una dimensione che pulsa di magia e ha il retrogusto dolce della felicità.

Castello di Natale (periodo natalizio). Lungo le nostre vie del borgo verrà creata la magica atmosfera natalizia con mercatini di natale e attrazioni, giochi e musica per grandi e piccini

  • COME ARRIVARCI

Gradara dista circa 12 km da Misano Adriatico, un quarto d’ora di auto. Splendida, affascinante la cittadina di Gradara affascina già in lontananza, quando la si vede apparire in alto intatta ed elegante, tra il verde della campagna ricca di ulivi e viti, con la cinta muraria e il castello preservati all’usura del tempo.

Un consiglio? Gradara ha la capacità di riportarci indietro nel tempo, mentre si percorrono i suoi vicoli con i ciottoli e le case in pietra o quando, oramai giunti alle mura, affacciandosi si riesce ad ammirare tutto l’entroterra fino alla costa. Ci si sente un po’ Paolo, un po’ Francesca, un po’ Gianciotto e un po’ tutti i personaggi che hanno percorso quegli stessi vicoli, combattendo, vivendo e amando Gradara. Vivila e l’amerai anche tu.