E’ arrivato il Carnevale!

Il Giovedì Grasso, insieme al Martedì, è una delle ricorrenze più importanti del Carnevale. Prende questo nome dalle grandi abbuffate di cibo che, da tradizione, andrebbero fatte prima del periodo di sobrietà e digiuno della Quaresima.

Il significato del Giovedì Grasso risiede nell’etimologia stessa della parola Carnevale, che deriva dal latino ‘carnem levare’, ‘togliere la carne’ che, di fatto, significa finire il cibo buono prima del digiuno quaresimale.

Per questa ragione si mangiano ricche pietanze durante il periodo di Carnevale. Da questa antica tradizione derivano diverse ricette e oggi noi ve ne proponiamo una che Nonna Maria prepara sempre in questi giorni: le piade fritte! Fragranti e leggere, si sciolgono in bocca e sono deliziosamente dolci! 

INGREDIENTI:

  • 300 g di farina 
  • 3 uova intere 
  • 1 cucchiaio di zucchero per l’impasto
  • zucchero q.b. per guarnizione
  • olio di semi per friggere

Versate la farina a fontana sulla spianatoia per la pasta. Al centro rompeteci le uova e lo zucchero. Con una forchetta iniziate a sbattere le uova e proseguite poi con le mani amalgamando poco alla volta la farina (il procedimento è quello per fare l’impasto delle tagliatelle).

Dovete ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

A questo punto, potete tirare un’unica sfoglia e poi tagliare le piade tonde o rettangolari; oppure dividete l’impasto in tante palline più o meno uguali da stendere con il mattarello e formate dei cerchi. In entrambi i casi la piada deve essere molto sottile. 

Immergetele poi, una alla volta, nell’olio, tenendole 2 – 3 minuti per parte girandole  aiutandovi con una ramina. Vedrete le vostre piade fritte formare delle grosse bolle che le renderanno leggerissime.

Scolatele su un foglio di carta assorbente, ponetele su di un piatto e cospargete le piade fritte con abbondante zucchero semolato.

A noi della famiglia Hamilton piacciono tantissimo e sono dolci non dovrebbero mai mancare, per non essere dimenticati.

Provate a cucinarle e, come sempre, siamo curiosi di vedere i vostri risultati: taggaci su tutti i nostri social!

CURIOSITA’

La maschera di Carnevale tipica dell’Emilia Romagna è il Dottor Balanzone. Nativo di Bologna, è il classico personaggio “serio”, saccente e presuntuoso. È la caricatura del dotto e tronfio leguleio bolognese. Il suo stesso nome lo dimostra in quanto significa bilancione, bilancia, l’ovvio simbolo della Legge.

Il Dottor Balanzone veste sempre di nero ed ha una grossa pancia; è solito gesticolare molto. Calza una piccola maschera che ricopre solo le sopracciglia e il naso. Indossa l’abito dei Professori dell’Università di Bologna: toga nera, colletto e polsini bianchi, gran cappello, giacca e mantello.

Pignolo, cavilloso, trova ogni scusa per iniziare uno dei suoi infiniti discorsi senza senso. Sempre pronto a vantarsi dei suoi titoli, dice di conoscere ogni campo della scienza umana di cui parla in maniera noiosa e prolissa.

Gode di molta stima tra le altre maschere che spesso si rivolgono a lui per un parere legale: non nega il suo aiuto, ma coglie sempre l’occasione per parlare ed elargire pareri senza valore.

Buon Carnevale!