Da ieri a domani, la Rimini da scoprire

(Rémin, Rèmni o Rémne in romagnolo)

–          DOVE SI TROVA?
Rimini è il principale centro della Riviera Romagnola e la seconda città (dopo Ravenna) per numero di abitanti di tutta la Romagna. E’ da sempre conosciuta nel mondo come una meta turistica estiva, ma non tutti sanno che Rimini è anche una città con un livello storico-culturale molto importante, ricca di arte e di bellezza.
Rimini è circondata da basse e verdi colline coltivate a vigneti, oliveti e frutteti e dominate da ville signorili; la fascia costiera, che si estende per 15 km, è invece orlata da una spiaggia di sabbia finissima.
Rimini è situata nell’estremità sud-orientale dell’Emilia Romagna, confina con Bellaria-Igea Marina, Coriano, Riccione, Santarcangelo di Romagna, Verucchio, con la provincia di Forlì-Cesena e con la Repubblica di San Marino.

Rimini dista 16km, circa mezz’ora di auto o 10 minuti di treno da Misano Adriatico.

–          LA STORIA
Le prime tracce di insediamento umano nel territorio riminese risalgono al Paleolitico inferiore (oltre 800.000 anni fa), favorite principalmente dalla posizione geografica e dalle caratteristiche morfologiche dell’area: la presenza di colli ricchi di sorgenti idriche, posizionata allo sbocco dell’ampia Val Parecchia e in prossimità del mare. L’arrivo dei Celti nel 390 a.C. portò all’abbandono dei numerosi insediamenti umbro-etruschi e favorì lo sviluppo dei centri costieri di Ravenna e Rimini. I Celti mantennero per quasi un secolo il controllo del territorio fino alla battaglia di Sentino nel 295 a.C. , nella quale furono sconfitti dai Romani che iniziarono la loro colonizzazione: nel 268 a.C. alla foce del fiume Ariminus (oggi Marecchia) fondarono la loro colonia denominata Ariminum.
Ariminum era uno snodo di comunicazione importante tra il Nord e il Centro Italia e i romani fecero partire da Rimini ben tre delle loro vie più importanti: la Via Flaminia che collegava Rimini a Roma, la Via Emilia che collegava Rimini a Piacenza e la Via Popilia-Annia un proseguimento della Via Flaminia che collegava Rimini con Ravenna e Aquileia. Molto importante era anche il porto di Rimini che rappresentava la linea difensiva della flotta romana nell’alto Adriatico.
Sotto il dominio dei Romani, Rimini godette di un periodo di grande prosperità e di rinnovamento urbano: furono costruite le grandi opere pubbliche e i famosi monumenti come l’Arco di Augusto, il Ponte Tiberio, il teatro e l’anfiteatro; furono ripristinati la rete dell’acquedotto, il sistema delle fognature e le strade cittadine.
Dal III secolo d.C. Ariminum, con le prime invasioni barbariche, fu soggetta a un forte declino ed un arresto dell’espansione urbana. In epoca tardo antica fu, invece, coinvolta nella guerra greco-gotica che decimò la popolazione, ne seguì un progressivo abbandono di queste aree. Nel 538 la città venne assediata dalle truppe del goto Vitige, intenzionato a farne un presidio militare per la difesa di Ravenna, fu poi occupata da Goti nel 549 e infine conquistata dai bizantini.
Sotto la dominazione bizantina venne costituita la Pentacoli marittima, formata dalle città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia ed Ancona. Il territorio di Pentacoli venne donato alla Chiesa nel 756 dal re dei Franchi, Pipino.
Nel corso del XIII secolo, iniziò un periodo di intensa attività urbanistica ed edilizia. Il centro del potere civile divenne la Piazza del Comune (attuale Piazza Cavour) dove furono edificati il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà.
Nel 1295 i Malatesta conquistarono definitivamente Rimini e ne fecero la capitale della Signoria. Per circa due secoli la città ebbe l’egemonia di un ampio territorio che si espanse oltre i confini della Romagna, arrivando fino a Sansepolcro, Sestino e Senigallia.
Sigismondo Pandolfo Malatesta, salì al potere nel 1432 e si assicurò prestigio dinastico con accordi politici e matrimoniali e volle dare lustro al suo nome con la costruzione del Tempio Malatestiano e il Castel Sismondo.
Alla morte di Sigismondo ci fu un periodo di lotte dinastiche tra i suoi figli che portò a un declino della casata, prima dell’annessione allo Stato della Chiesa nel 1509.
Il XVIII secolo fu caratterizzato da una grande vivacità della vita cittadina, da un rinnovamento del tessuto edilizio e da una ripresa economica generale nonostante il ripetersi di alluvioni e passaggi di eserciti che procurarono danni ingenti alla città.
Con l’ingresso a Rimini di Napoleone nel 1797, la città fu annessa prima alla Repubblica cispadana e poi alla repubblica cisalpina.
Il 30 luglio 1843, fu inaugurato il primo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, sul modello delle già affermate località balneari francese e mitteleuropee. Il 5 febbraio 1860, il consiglio comunale di Rimini confermò l’annessione al Regno di Sardegna e l’anno seguente Rimini fu raggiunta dalla ferrovia Bologna-Ancona che contribuì in modo decisivo allo sviluppo dell’economia turistica.
Durante la prima guerra mondiale Rimini subì numerosi bombardamenti: ci furono gravi danni all’economia della città dovuti anche alla chiusura degli stabilimenti balneari.
Con il redime fascista il turismo d’élite fu sostituito dal turismo di massa con la costruzione di moltissimi alberghi, pensioni, colonie marine.
Anche durante la seconda guerra mondiale, Rimini fu teatro di grandi bombardamenti: Rimini fu rasa al suolo quasi completamente, i riminesi abbandonarono la città per rifugiarsi nelle campagne circostanti e nella vicina Repubblica di San Marino che si era dichiarata neutrale. Tra il 25 agosto e il 30 settembre 1944 le forze tedesche e le forze alleate ci scontrarono a Rimini nei pressi della Linea Gotica in una sanguinosa battaglia. Rimini fu liberata il 22 settembre.
Il secondo dopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e una crescita enorme del settore turistico diventando una delle località turistiche più importanti a livello nazionale e internazionale.

–          DA VEDERE
L’arco di Augusto. E’ il più antico arco romano superstite ed è simbolo di Rimini, fu costruito nel 27 a.C. in onore dell’imperatore Augusto. Segnava la fine della Via Flaminia che collegava Rimini con la capitale dell’Impero, confluendo poi nell’odierno Corso D’Augusto che portava all’imbocco della Via Emilia. Lo stile che lo compone è sobrio ma al tempo stesso solenne.

Ponte Tiberio. Imponente costruzione, fu costruito per volontà di Augusto nel 21 d.C. e terminato nel 21 d.C. da Tiberio. Realizzato in pietra d’Istria come l’Arco di Augusto, ha uno stile sobrio ma allo stesso tempo armonico. La struttura è formata da 5 arcate a tutto sesto. Tuttora il ponte di Tiberio è inserito nella rete stradale cittadina ed è aperta al traffico cittadino.

Palazzo Garampi. Attualmente è sede del Municipio. Fu edificato nel 1562 dall’architetto Carducci, crollò a seguito di un terremoto e fu poi ricostruito da Fancesco Garampi nel 1687, da cui ha preso il nome. Successivamente fu semidistrutto durante la guerra nel 1944 e ricostruito secondo il modello originale.

Palazzo Gambalunga. Venne costruito nel 1610 da Alessandro Gambalunga, che lasciò in eredità al Comune il Palazzo insieme alla sua biblioteca che ancora oggi è una delle più antiche ed importanti biblioteche pubbliche italiane. L’edificio può essere ammirato per l’eleganza dei suoi dettagli, ispirati all’architettura classica. Il grande portale d’ingresso si affaccia su una bella corte al cui centro è posto un pozzo settecentesco in pietra d’Istria. Originariamente al pian terreno, oggi sede della Cineteca e della Biblioteca dei Ragazzi, c’erano le stalle, le officine, le rimesse e i magazzini. All’ultimo piano si trovavano invece i granai, le abitazioni del fattore, le abitazioni dei servi e una piccola officina in cui rilegare i libri. Il piano nobile, che ospitava gli appartamenti dei Signori, oggi è sede della Biblioteca.

Palazzo dell’Arengo. Situati in Piazza Cavour, fu costruito rispettivamente nel 1204 in stile gotico. Conserva al piano superiore degli affreschi della scuola riminese del 1300. L’ampio loggiato a piano terra è impostato su poderosi colonnati che sorreggono distesi archi a sesto acuto. Il Palazzo è anche dotato di una torre campanaria.
Palazzo della Podestà. Situato in Piazza Cavour di fianco al Palazzo dell’Arengo, fu eretto nel 1334. al piano terreno ha un prospetto con tre archi gotici frontali; da quello centrale pendeva la corda destinata all’impiccagione.

Palazzo Ghetti. E’ un complesso architettonico situato nel Borgo San Giovanni, ha ospitato per decenni la Fabbrica dei Fiammiferi del Cav. Ghetti. La Banca Malatestiana ha intrapreso le opere di restauro per farne la propria sede principale. Durante gli scavi si trovò inaspettatamente un tesoro di reperti archeologici, che portò alla luce i resti del quartiere medioevale Borgo San Giovanni e le relative opere di difesa. Oggi è possibile ammirare questi reperti nell’area archeologica di Palazzo Ghetti, aperta al pubblico.

La fontana della Pigna. Eretta in epoca romana, rappresentava l’unica fonte di acqua potabile per i cittadini fino al 1912 quando venne inaugurato l’acquedotto pubblico. Fu completamente restaurata nel 1543 da Giovanni da Carrara, mantenendo però intatto il tamburo centrale che regge la pigna, di epoca romana. Subì nel corso degli anni altri restauri, l’ultimo nel 2002.

Cinta muraria. Le mura, con i suoi torrioni e le sue porte, costituirono per secoli un sistema difensivo molto importante fin dalla sua fondazione in epoca romana. La cinta muraria malatestiana fu costruita a difesa della città e del Borgo di San Giuliano.

Castel Sismondo. Voluto da Sismondo Pandolfo Malatesta come sua residenza signorile, coronava il sistema difensivo malatestiano connettendosi alla cinta muraria. Il castello era un complesso di grandiose dimensioni interamente circondato da un’enorme fossato; interamente racchiuso da un’alta cinta esterna dall’andamento irregolare, entro la quale si aprivano due grandi spazi aperti: la corte a mare, rivolta verso la città e la corte del soccorso, rivolta verso la campagna.

Tempio Malatestiano. Comunemente identificato come Duomo dai cittadini, è diventata dal 1809 Cattedrale di Santa Colomba. Rinnovato completamente sotto Sismondo Pandolfo Malatesta, è l’opera più importante del Rinascimento riminese e una delle architetture più significative del ‘400 italiano.

Domus del Chirurgo. E’ un’abitazione romana della seconda metà del II secolo, scoperta nel 1989 in Piazza Luigi Ferrari. Al suo interno è stata rinvenuta una delle serie più complete di strumenti chirurgici di età Romana, oggi conservata al Museo della Città di Rimini. La Domus, dal 7 dicembre 2007, è aperta al pubblico.

Museo della Città di Rimini. Il Museo è diviso in più sezioni, tra le più importanti vi sono la sezione archeologica, che ospita i reperti della Domus del Chirurgo, e quella medioevale. Oggi alcune sale del museo vengono utilizzate per mostre ed esposizioni culturali.

Anfiteatro Romano. Fu eretto nel corso del II sec. e venne utilizzato principalmente per spettacoli. Le strutture ancora oggi visibili, permettono di determinare la forma ellittica e le dimensioni.

Piazza Cavour e Piazza Tre Martiri. Sono le piazze più importanti di Rimini, unti di incontro e di ritrovo nei quali si svolgono mostre e mercati. Degne di nota anche Piazza Malatesta e Piazza Ferrari.

Rimini è la città da non perdere.