Coriano, la terra del Sic

(Curién, in romagnolo)

    – DOVE SI TROVA?
    Coriano estende dolcemente le sue colline nella Valle del Conca, a pochi chilometri dalla costa Adriatica di Rimini e Riccione. Alle sue spalle troviamo il Monte Titano, la Repubblica di San Marino.
    Confina con Misano Adriatico, Riccione, Montescudo, Monte Colombo, Rimini, San Clemente e San Marino.

    – LA STORIA
    Coriano ha origini antichissime: fu dominato dagli Umbri, Etruschi e Romani; a partire dal XII Sec. fu terra di conquista da parte di tutti gli eserciti che combattevano in Italia. Fu quindi conquistato dai Malatesta che regalarono a Coriano un periodo di discreto splendore: edificarono intorno al 1440 un possente castello, del quale ancora oggi sono visibili l’arco esterno e interno con torre merlata, le mura e le grotte sotterranee. La scarsa fortuna economica dei Malatesta e la loro rivalità verso lo Stato Pontificio, portarono i Malatesta a perdere il castello che fu donato, da Papa Clemente VII, ai Sassatelli di Imola dal 1528 al 1605. La famiglia dei Sassatelli ristrutturano il castello, in gran parte distrutto, e inserirono lo stemma del loro casato divenuto stemma cittadino. Lo stemma raffigura tre monti d’argento accostati in campo azzurro: quel di mezzo più alto cimato di cuore d’argento, due laterali sormontati da giglio d’oro; il tutto dentro a una corona a tre fioroni e due punte perlate”. Lo stemma originale, in pietra, è tuttora infisso sull’arco d’entrata al Castello. Nel secolo XIX, la storia di Coriano cominciò a staccarsi dalle vicende del castello malatestiano e assunse un destino prevalentemente agricolo diventando sede del mandamento che comprendeva sei comuni (Misano Adriatico, Monte Colombo, Montescudo, San Clemente e Coriano stesso). Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 14 settembre del 1944, a Coriano si combatté la più aspra battaglia di sfondamento della Linea Gotica, per la liberazione di Rimini e della Romana. L’intero paese fu più volte bombardato e distrutto. Di questi combattimenti è testimonianza il Cimitero di Guerra inglese che ospita 1.946 caduti, posto all’ingresso del paese.
    Negli ultimi anni Coriano è diventata famosa in tutto il mondo come il paese di Marco Simoncelli; oggi ospita il Museo del Sic a lui, dedicato alla sua memoria.

    – DA VEDERE
    Castello Malatestiano. Del complesso malatestiano troviamo ancora alcune mura di cinta, la porta esterna e quella interna con torre. Il restauro, effettuato a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, rende oggi ben leggibili questi resti e testimonia l’opera di fortificazione che i Malatesta fecero anche in queste zone di pianura immediatamente alle spalle di Rimini. All’interno è presente un antiquarum in cui sono raccolti oggetti di ceramica, vetro, frammenti di armi che sono stati ritrovati durante gli scavi più recenti effettuati intorno al castello. Di notevole importanza è la presenza di una neviera, la una delle più grandi ancora oggi conservate in Romagna.

    Chiesa Madonna Addolorata e Museo Elisabettiano. Entrambi dedicati alla Beata Elisabetta Renzi che diede vita nel 1839 al nuovo ordine religioso incentrato sull’educazione femminile giovanile: presso la Chiesa riposano i suoi resti. Nel museo sono anche esposti lavori di tessitura e di ricamo, eseguiti nei decenni dalle ragazze che frequentarono l’istituto. Sono raccolti oggetti di pregevole fattura realizzati con materiale in oro ed argento.

    Cimitero di guerra inglese. Viene definito cimitero giardino per la grande varietà di fiori presenti. E’ posto all’ingresso del paese e ospita le spoglie di 1.496 militari inglesi, caduti a Coriano durante la Seconda Guerra Mondiale nello sfondamento della linea gotica. Fu costruito nel 1945.
    Chiesa di Santa Maria Assunta. Si trova al centro del paese, sulla cima del colle di Coriano: è un’imponente costruzione edificata dopo il disastroso bombardamento di Coriano nella Seconda Guerra Mondiale e inaugurata nel 1956. La struttura esterna comprende un grande cupolone e un campanile alto 47 metri.

    Comunità di San Patrignano. E’ il più grande centro di recupero europeo per giovani emarginati e tossicodipendenti. E’ anche un centro di produzione agricola naturale (vini, formaggi…), di artigianato di pregio e un allevamento di cavalli da corsa. Nel ristorante “Vite” presente all’interno della comunità si possono gustare piatti interamente cucinati con prodotti provenienti dalla Fattoria di San Patrignano, tra cui formaggi, carni, salumi, verdure, frutti, olio e vini.

    Museo “La storia del Sic”. Realizzato dopo la morte del pilota per volontà dei genitori e della Fondazione Marco Simoncelli. Al suo interno è possibile ripercorrere tutta la storia del Sic e osservare da vicino i suoi oggetti personali e sportivi. Vicino al Museo è presente un negozio “La roba del Sic” in cui è possibile comprare gadget.

    Monumento del Sic “Ogni Domenica”. Realizzato per ricordare Marco Simoncelli, è frutto di un incontro tra Paolo e Rossella Simoncelli e Lino Dainesi che ha poi affidato la realizzazione finale all’artista Arcangelo Sassolino. Una fiamma lunga tre metri, spara tumultuosa e parallela al terreno per dare l’emozione della corsa, la tensione di partenza, l’impeto del duello e per testimoniare la continua presenza di Marco. Ogni domenica, durante il tramonto, il fuoco si riaccende per 58 secondi: nello stesso momento il sole se ne va e rimane in tutti noi solo il ricordo, così come è rimasto vivo il ricordo Marco.

    – PRODOTTI TIPICI
    Miele.
    Il miele romagnolo viene estratto nei boschi di acacie e castagni. Per ottenere un miele buono, sano e naturale i produttori curano artigianalmente tutte le fasi della lavorazione: estrazione per forza centrifuga, affioramento, filtrazione e il successivo confezionamento. In Romagna vengono prodotti quattro tipologie di miele: millefiori, tiglio, d’acacia e castagno.
    Il Miele Millefiori è un miele versatile, caratterizzato da sfumature diverse, molto apprezzato e adatto a tutti gli usi. Viene raccolto in primavera e proviene prevalentemente da forniture spontanee caratteristiche della zona. Dagli usi tradizionali in cucina è ottimo con bevande calde e spalmato su pane. Si accompagna preferibilmente a formaggi freschi a pasta molle come lo Squacquerone.
    Il Miele d’Acacia ha un sapore che lo rende un dolcificante per eccellenza perché non altera i sapori. Ha un delicato profumo d’acacia e di fiori bianchi primaverili ed una consistenza morbida e setosa. Il suo stato liquido lo rende facilmente utilizzabile nelle bevande e negli alimenti anche a basse temperature. Utilizzato anche per conferire delicato aroma nella preparazione del pane. Ottimo per i più piccoli, dal primo anno di vita è consigliato in aggiunta al latte.
    Il Miele di Tiglio deve il suo profumo alla complessità di quasi 100 sostanze aromatiche volatili diverse. Il profumo del miele è deciso, chimico con un richiamo all’aroma del fiore a cui segue profumo d’incenso e resina. Il sapore è rinfrescante, di mentolo, salvia e lime, con forte presenza aromatica bilanciata nel finale tra aggrumato ed amaro. Viene ben abbinato ai piatti cucinati con salvia o alla frutta cotta al forno ed è particolarmente indicato per dolcificare gli infusi e i liquori di erbe montane. Si accompagna bene a un pecorino stagionato o a un parmigiano.
    Il Miele di Castagno è di colore scuro, da ambrato a quasi nero. Ha un odore intenso e pungente con le sue note balsamiche astringente. Si presenta generalmente allo stato liquido. La cristallizzazione è assente o, quando avviene, è molto rallentata. Ideale in accompagnamento a piatti salati, ad esempio formaggi e ricotta. Si usa perlopiù come miele da tavola e abbinato a formaggi stagionati.

    Salumi di Mora Romagnola.
    L’allevamento di suino di specie Mora Romagnola allo stato brado conta 200 capi ed è stato riconosciuto e certificato dal Presidio Slow Food. Di grande importanza anche il recupero del maiale di San Patrignano, un incrocio tra Mora Romagnola e maiale bianco Large White. Le carni vengono prodotte all’interno della Comunità e stagionate a Botticella. San Patrignano ha ottenuto ottimi risultati anche dall’allevamento di bovini di razza Chianina e di incroci con pregiate razze da carne. A San Patrignano gli animali sono allevati con alimenti naturali, rispettandone i tempi di crescita, a favore della biodiversità e della qualità dei prodotti.
    La lavorazione dei salumi di Mora Romagnola viene effettuata nelle macellerie e poi sono stagionate. La produzione segue solitamente tecniche antiche. Anche gli ingredienti sono accuratamente selezionati e vengono usati solo quelli prodotti nelle zone limitrofe per offrire un prodotto che sia fedele alla tradizione romagnola e che esprima il pregio dei sapori e dei profumi di una carne ritrovata. Gli insaccati prodotti sono: il Peccato di Mora Romagnola, salame di Mora Romagnola, Prosciutto Crudo di Mora Romagnola, Pancetta di Mora Romagnola, Lombetto di Mora Romagnola, Lardo di Mora Romagnola, Guanciale di Mora Romagnola, Coppa di Mora Romagnola.
    I salumi di suino prodotti nel territorio sono: coppa, culatello, prosciutto crudo di suino disossato, salame nostrano, prosciutto crudo, prosciutto cotto, pancetta, lombetto, lardo, guanciale e coppa.

    Vino. Le produzioni principali a Coriano sono: Romagna DOC Sangiovese Superiore, con un colore rosso rubino a volte con orli violacei, odore vinoso e un delicato profumo che ricorda la viola. Il suo sapore è secco, armonico, leggermente e gradevolmente tannico. Si abbina a tutti i piatti della tradizione romagnola.
    Colli di Rimini Cabernet Sauvignon DOC di colore rosso rubino, a volte carico, con un odore caratteristico, etereo e gradevolmente erbaceo. Il suo sapore è asciutto, pieno, armonico, a volte lievemente tannico. È sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore ai due anni con decorrenza dal 1° dicembre dell’anno di raccolta delle uve di cui almeno due mesi in bottiglia. Solitamente accompagna arrosti, carni alla brace, cacciagione e piatti dai sapori forti.
    Colli di Rimini Rebola DOC Secco, il suo colore va dal paglierino chiaro al lievemente dorato. Ha un odore caratteristico, delicatamente fruttato e un sapore asciutto, armonico e morbido. Si accosta bene ad antipasti e piatti di pesce.
    Merlot dal colore rosso rubino con un caratteristico odore, leggermente erbaceo dal sapore asciutto, sapido e armonico. Viene solitamente accompagnato a bolliti, capriolo, carni rosse ai ferri, funghi e spiedini di uccelletti.
    Chardonnay ha un colore giallo paglierino, a volte con riflessi verdognoli con un odore delicato, caratteristico, intenso. Il suo sapore è asciutto, fresco e armonico. Accompagna antipasti e primi piatti di pesce, secondi piatti delicati.

    Olio. Olio extra vergine d’oliva prodotto sulle colline di Coriano, da pregiate cultivar Corregiolo, Leccino, Moraiolo, Pendolino, Rossina. Colore verde dorato e lucente. All’olfatto è caratterizzato da un fruttato di oliva fresco, di media intensità e lunga persistenza. Si schiudono fragranze di cicoria, mandorla verde, pinolo e muschio, incorniciati da note di erba appena falciata. Al gusto è ricco di sostanza, complesso e rotondo, con un finale in bocca misuratamente piccante e amaro.
    Formaggi. Prodotti a San Patrignano con latte di filiera proveniente dai nostri allevamenti, senza additivi o conservanti. Il latte viene munto, raccolto e trasportato al caseificio, dove diventa ricotta, squaquerone, caciotta o formaggi stagionati come il pecorino. Il miele è l’abbinamento perfetto per il formaggio, tanto che era già presente nella gastronomia degli antichi greci. Altro componente importante che si accompagna sempre al formaggio è il pane: oltre a grissini di grosso formato. Volendo si possono anche preparare delle fette abbrustolite in forno e servite calde.

    – EVENTI
    Fiera dell’Oliva e dei Prodotti Autunnali (Terza e quarta domenica di Novembre).
    Sono presenti stand gastronomici con le tante bontà che questa terra offre; particolare attenzione viene rivolta all’Olio extravergine di oliva con degustazioni ed assaggi. Oltre alle offerte enogastronomiche ci saranno intrattenimenti per grandi e piccini, dibattiti, conferenze, mostre sulla civiltà contadina romagnola.

    Fiera del Sangiovese (Terza domenica di settembre).
    Durante la fiera è possibile assaggiare il vino nuovo locale, molto rinomato in queste zone: Coriano è stata inserite a pieno titolo nel circuito nazionale delle “Città del vino”. Accompagnano il tutto una mostra dell’artigianato, stand gastronomici sui prodotti locali, mostre agricole e musica folcloristica.

    Squisito! Cuochi, prodotti, ricette e vini. Itinerario nel Buonpaese (fine Aprile, inizio Maggio).
    Si svolge nella comunità di San Patrignano, è dedicata ai cultori del buongusto, del mangiarbene o semplicemente a chi non si stanca mai di scoprire nuovi accostamenti sapori o vecchie tradizioni dimenticate. Chef stellati ed esperti, giornalisti e gourmet si ritrovano ogni anno per definire la cucina contemporanea e tracciare una mappa del gusto che supera i confini nazionali. Sono presenti oltre 120 stand dove è possibile degustare e fare acquisti. L’evento in particolare è dedicato ai giovani e ai ragazzi della comunità di San Patrignano.

    Parate medioevali (Terzo sabato di luglio).
    Cerimonia che parte dal castello malatestiano fino alle piazze del centro storico, con gare e spettacoli: sbandieratori, bombarde, armigeri, corteo storico, rappresentazioni sceniche in costume storico.

    – COME ARRIVARCI

    Dista circa 12 km da Misano Adriatico, una ventina di minuti di auto. A pochi minuti dalla costa, Coriano incanta con l’armonia e la leggerezza che regala la sua campagna attraversata dal torrente Marano. Proprio su queste colline prendono sapore le più autentiche e pregiate colture tra cui vite e ulivo a cui sono dedicate due animate fiere autunnali.

    Un consiglio? Se ami le attività all’aria aperta, Coriano merita la tua attenzione: le passeggiate a cavallo, in bicicletta, in mountain bike, a piedi nel Parco del Marano sono una caratteristica di questo splendido angolo di Romagna. Visitalo.