Chi non conosce la piadina romagnola?

I romagnoli vanno orgogliosi, oltre che matti, di questa semplicissima eppure gustosa focaccia nota in tutto il mondo. La piadina si adatta ad ogni contesta gastronomico: dalla veloce pausa pranzo, ai pranzi importanti fino ad accompagnare antipasti. Compagna fedele di formaggi, salumi e verdure, la piadina insomma è un’ottima sostituta del pane. La piadina romagnola ha origini antichissime, proviene da una tradizione contadina povera e semplice, ma negli anni è stata in grado di conquistare le tavole di tutti i buongustai e ha raggiunto una fama a livello mondiale.

Le origini della piadina…

I primi che cucinarono una sorta di piadina furono gli Etruschi, semplici sfoglie ottenute dall’impasto di diverse farine e acqua, senza lievito, e poi cotte su lastre di pietra roventi.  Le sfarinate, continuarono ad essere prodotte anche nell’Antica Roma, dove rappresentavano un cibo da ricchi perché dovevano essere mangiate appena cotte; già dopo qualche ora, infatti, diventavano dure e non masticabili, quindi non erano adatte ai plebei che, invece, avevano bisogno di un cibo che si conservasse a lungo.

Con il passare del tempo però, la piadina inizia a diffondersi anche fra i ceti meno ricchi grazie alla nascita di scuole di cucina; durante il Novecento la piadina vive il suo periodo di rivalsa, inizialmente si diffonde su tutte le tavole romagnole, poi diventa un cibo di strada, preparata e cotta al momento dai chioschi lungo la costa adriatica e quindi, grazie ai turisti, già dagli anni Cinquanta ottiene una fama internazionale. 

Ma qual è il forte legame fra piadina e Romagna?

La prima testimonianza del legame fra Romagna e piadina la troviamo in un documento risalente il 1371 un testo in cui si legge che la città di Modigliana, in provincia di Forlì, doveva pagare al Cardinale Angelico ben due piade. Ma arrivando al 1900 scopriamo che il poeta Giovanni Pascoli, originario di San Mauro di Romagna, scrisse una poesia dedicata alla piadina dove la definisce “il cibo nazionale dei romagnoli”, così dandole un’importanza culinaria a livello nazionale.

E ora starete pensando, dopo tutti questi racconti lasciateci la ricetta così possiamo provarla anche a casa nostra!

La ricetta della piadina romagnola…

Ingredienti (per 4 persone):

  • mezzo kg di farina bianca
  • 50 gr di strutto
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di bicarbonato
  • acqua tiepida

Sciogliere in un pentolino di acqua tiepida un pizzico di sale; attenzione l’acqua deve essere assolutamente “tiepida”: dovete potere tenerci le mani dentro.
Prendere una bacinella o un’insalatiera abbastanza grande,  versarci i 500 grammi di farina bianca con il bicarbonato, i 50 grammi di strutto, e l’acqua salata ancora tiepida.

A questo punto mescolate ed impastate il tutto finché non ottenete un composto liscio (senza grumi) sodo ed elastico (al tatto deve avere la stessa consistenza dell’impasto per la pizza). L’amalgama migliore si ottiene dopo circa 10 minuti di lavorazione manuale.
Dopo avere creato una bella palla tonica di impasto, sollevarla dalla ciotola ed infarinare l’interno del contenitore (per evitare che l’impasto si attacchi alle pareti); ricoprire il tutto con uno strofinaccio pulito e lasciare a riposo per 30 minuti.

Ora sezionate il composto in 4 palline, ciascuna di essere finirà per pesare circa 180 grammi e spianata formerà un a piada di circa 25 centimetri di diametro, con uno spessore di 4 millimetri). Posizionare su di un tagliere di legno dalla superficie infarinata, ciascuna delle palline di impasto per stenderla a forma di disco utilizzando il mattarello, facendo attenzione che lo spessore sia ben sottile, e non superi i 4 millimetri.

Nel frattempo che spianate le piade con il mattarello fate riscaldare il testo, cioè la padella in ghisa tipica della Romagna, dalla superficie spianata. Se non avete un testo potete utilizzare una qualsiasi padella, purché sia più larga del diametro della piada, più sarà piatta più la forma della piadina sarà piana.
Mettete una piada alla volta in cottura, facendo attenzione che sia tutta ben spianata, non ci siano pieghe e non ci siano lembi sovrapposti. La piadina si cuoce molto velocemente, quindi avete cura di badarla e rigirarla velocemente; appena si formano delle piccole bolle bruciate la cottura sarà terminata.
Se durante la cottura la piada si gonfierà, basta fargli un piccolo buco con la forchetta, quando è ancora sul testo (o sulla padella): una volta tolta l’aria tornerà allo spessore originale.

Ecco qua, ora non vi resta che mettervi alla prova!