Cesena: la Rocca Malatestiana e il corridoio dei fantasmi

Cesena è senz’altro il prototipo della bella città di provincia. Incamminandosi lungo le vie del centro storico, si arriva in Piazza del Popolo dove si trova il trecentesco Palazzo Albornoz, sede del Comune e le mura della Rocca Malatestiana, posta sulla sommità del colle Garampo nel 1377, una e una delle più grandi e meglio conservate della Romagna, completamente avvolta nel suo parco, interamente visitabile.

All’interno delle mura, precisamente nella corte, troviamo inclusa una cittadella fortificata che conserva due imponenti costruzioni,  la Torre Maestra (Mastio o Maschio), al cui interno oggi sono esposte alcune armature e selle (originali), che venivano utilizzate per la “Giostra d’incontro” e il Palatium (Femmina), dove ha sede il Museo di Storia dell’Agricoltura.

E’ lo stesso Leonardo Da Vinci a rimanere affascinato da tanta maestosità, quando nell’estate del 1502 soggiorna a Cesena, incaricato da Cesare Borgia di ispezionare e revisionare le fortificazioni delle giurisdizioni conquistate e migliorare le difese.  Di lui ci restano come testimonianze alcuni disegni della Rocca, appuntati sul suo taccuino oggi custodito presso la Biblioteca dell’Istituto di Francia a Parigi.

La Rocca e i suoi fantasmi…

Come gran parte dei castelli, anche questa Rocca ospita i propri fantasmi.

Queste apparizioni pare sarebbero avvenute proprio in uno dei corridoi sotterranei della Rocca; sarebbe l’ultimo tratto del corridoio più lungo dell’edificio (130 metri) illuminato solo dalle feritoie rivolte al cortile interno.

Forse queste aperture facendo passare l’aria, provocavano il rumore del vento o movimenti strani.

Peccato che nel corridoio dei fantasmi ciò non potrebbe accadere perché le feritoie sono state chiuse dalla presenza di un edificio adibito a cucina del carcere e abitazione del custode, colui che per primo avrebbe parlato di eventi inspiegabili.