Acqualagna, la capitale del tartufo

(Acqualagna, in marchigiano)

– DOVE SI TROVA?
Acqualagna è un comune noto in tutta Italia per la produzione e il commercio del tartufo. Fa parte della Comunità montana del Catria e Nerone. Il centro abitato è situato laddove il torrente Burano confluisce nel Candigliano, lungo la Statale Flaminia, antica via consolare romana, poco oltre la Gola del Furlo. La celebre gola appenninica scavata dal Candigliano tra le due pareti calcaree a strapiombo dei monti Paganuccio e Pietralata¸ conferisce al territorio di Acqualagna spiccati valori paesistici, tanto che nel 2001 vi è stata istituita la Riserva Naturale della Gola del Furlo ricca di 3.600 ettari di boschi e pascoli e di fauna protetta, oltre che di una delle più antiche tartufaie d’Italia.
L’origine del toponimo Acqualagna è sconosciuta. La leggenda vorrebbe che il nome della località (in antico Aquelame) derivasse da Acqua-lama, cioè acqua pantano, acqua melmosa, per via degli acquitrini presenti un tempo nell’area di confluenza del Burano nel Candigliano.
Acqualagna confina con i comuni marchigiani di Cagli, Fermignano, Urbania e Urbino.

– LA STORIA
Nell’attuale località Pole sorgeva in epoca romana la città di Pitinum Mergens. La storia antica di questo territorio strategicamente importante per il controllo sulla Gola del Furlo riemerge con gli scavi della città romana, che mostrano resti del teatro, dell’acquedotto e di un edificio termale, e quelli della villa rustica venuta alla luce in località Colombara. Da ricordare anche la galleria chiamata Petra Pertusa lunga 38 metri fatta scavare da Vespasiano nel 76 d.C., per farvi passare la Via Flaminia presso la Gola del Furlo. Per valorizzare il passato romano, il Comune ha collocato l’Antiquarium Pitinum Mergens nel palazzo che è sede municipale.
Nell’Alto Medioevo la popolazione si spostò sulle alture circostanti e venne fondato il castello di Montefalcone (oggi Castellaccia). Qui nel 1292 si sviluppò il borgo Aqualania. Risale all’XI secolo il castello di Pietralata, sul versante sud del monte omonimo, di cui restano le mura, le rovine della torre di vedetta e una piccola chiesa. Prima del Mille sorse l’abbazia di San Vincenzo al Furlo in cui vissero nella prima metà dell’XI secolo l’abate S. Romualdo e S. Pier Damiani. La chiesa fu edificata nel 1271 su un edificio romanico più antico di cui restano una delle due navate e la suggestiva cripta.
Nel XV secolo, Acqualagna è un piccolo centro compreso nel ducato di Urbino fino alla sua devoluzione alla Santa Sede (1631). In seguito restò sempre legata alla città feltresca, sede di una Legazione fino all’Unità d’Italia. Nel 1906 Acqualagna diede i natali a Enrico Mattei, il futuro presidente dell’ENI, poi legato a Matelica.
– DA VEDERE
Chiesa di Santa Lucia. Appena fuori dal paese si trova la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Lucia, di antica fondazione ma che nel corso del tempo ha subito numerose modifiche e restauri. L’interno è costituito da un’unica navata; nelle sei nicchie che costeggiano le pareti di essa si trovano resti di affreschi del XVI secolo. L’ultimo radicale restauro, risale alla fine del XIX secolo.

Santuario del Pelingo. Si trova poco oltre la località Furlo; è un santuario mariano diocesano, che contiene un venerato affresco della Madonna col Bambino.

Chiesa del Santissimo Sacramento XV secolo. Nel caratteristico centro storico San Vincenzo al Furlo è ciò che rimane di un’antica Abbazia dell’VII secolo in cui abitarono San Romualdo (1011) e San Pier Damiani (1042). Il cenobio rimase indipendente fino al XI secolo quando entrò – con le abbazie e gli eremi alle sue dipendenze – nella diretta influenza della vicina Fonte Avellana. La chiesa attuale, in stile romanico, fu riedificata nel 1271 dall’abate Bonaventura. L’interno dell’edificio conserva una delle due primitive navate, possiede una cripta a tre navate con antichi capitelli e un altare del IX secolo, vi sono anche resti di affreschi medioevali nella navata destra e nel presbiterio, notevolmente rialzato rispetto al resto della chiesa. Nei pressi della chiesa si trova un piccolo ponte romano. Questa abbazia è solita accogliere mostre d’arte.

Villa di Colombara. Si trova nell’omonima località del comune di Acqualagna. Gli scavi archeologici del 1995 e 1997, hanno portato alla luce i resti di un’antica fattoria romana del II secolo a.C. con un ampio cortile porticato dove erano disposti i locali adibiti ad abitazione e alla lavorazione dei prodotti agricoli. Dagli scavi è risultato che la fattoria venne ricostruita nella prima età imperiale parzialmente sovrapposta alla prima. I resti sono conservati ad Acqualagna nel museo archeologico Antiquarium Pitinum Mergens.

Castello di Pietralata. Si trova sul versante meridionale del Monte di Pietralata; si tratta di un’antica costruzione risalente all’XI secolo, composto dalle rovine piuttosto ben conservate del grande muro di cinta, la chiesa della Santissima Trinità ancora consacrata, le rovine dell’insediamento centrale adiacente detto maschio e una Casa Canonica collegata alla chiesetta da un particolare passaggio sospeso.

Chiesa di Santa Maria del Petriccio o Santissima Annunziata XV secolo. Affreschi del XV secolo sotto il loggiato d’ingresso, in località omonima lungo la strada apecchiese.

– PRODOTTI TIPICI
Tartufo. Ad Acqualagna durante l’anno è possibile gustare diversi tipi di tartufo. Questo è possibile grazie al clima e al terreno che circonda tutta la zona. Il tartufo, conosciuto già in epoca romana e greca, è sempre rientrato tra i prodotti più buoni della terra. Ne esistono di diverse varietà.
Il Tuber Magnatum Pico: è il più famoso dei tartufi e il più costoso in commercio. Di forma più o meno rotondeggiante e regolare con cavità e sporgenze. La parte esterna è liscia o quasi, di colore giallo-biancastro. Il colore interno invece varia in base al grado di maturazione a cui è arrivato e alla pianta on la quale è vissuto in simbiosi: può variare dal bianco al marrone al rosato. Il suo odore è forte e aromatico; è un tartufo digeribile ed è solitamente consumato crudo. Il periodo tra la maturazione e la marcescenza è molto breve, quindi la conservazione è breve.
Il Tuber Melanosporum Vitt è il tartufo nero. La sua scorza è nera, rugosa con piccole verruche. È il tartufo alimentare per eccellenza perché molto appetitoso e digeribile. Il suo odore è aromatico e il sapore è squisito con la cottura. Solitamente si trova ai piedi della quercia e del carpino.
Il Tuber Borchii Vitt o Tuber Albidum Pico, detto anche “Marzuolo”, è il tartufo bianco. Generalmente con forma rotondeggiante e regolare, non raggiunge mai dimensioni grosse. La scorza ha un colore chiaro e liscio, la polpa invece presenta un colore fulvo quando giunge a maturazione. Il profumo è molto forte.
Il Tuber Aestivum Vitt è un altro tipo di tartufo nero. La sua grandezza varia dai 3/4 cm ai 10 cm. La scorza è bruna tendente al nero, con verruche a forma piramidale. Questa caratteristiche gli porta il soprannome di “Scorzone”. La polpa è di colore nocciola, più scuro con la maturazione, con vene di colore bianco. Ha un profumo che ricorda il fungo.

– EVENTI
Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna (ultimo fine settimana di ottobre e prima settimana di novembre). L’appuntamento importante del centro Italia dedicato al Tuber Magnatum Pico. È un evento di spicco che rappresenta la città anche all’estero, richiamo per tutti coloro che vogliono gustare e in un secondo momento acquistare questo prodotto di qualità. Si sviluppa nell’arco di tre fine settimana, all’interno dei quali stand gastronomici, convegni ed eventi di settore raccontano le novità del momento, la qualità e il valore del tartufo in tutto il territorio.

Fiera del Tartufo Nero Pregiato (Febbraio).
Fiera Regionale del Tartufo Nero Estivo (Agosto).
Nel corso delle suddette giornate del tartufo, raccoglitori e commercianti che lavorano in tutti i mercati mondiali diventano i punti di riferimento per i visitatori che vogliono vedere, gustare ed acquistare. In questi anni molti paesi esteri, come Germania, Belgio, Olanda, Francia, USA e Canada, sono diventati grandi estimatori del tartufo di Acqualagna.

– COME ARRIVARCI
Acqualagna dista circa 65 km da Misano Adriatico, un’ora e un quarto di auto.

Un consiglio? Acqualagna offre ai visitatori un viaggio alla riscoperta della natura e della storia. Il tutto accompagnato dai sapori forti della terra.